I medici: più tumori con la spazzatura per strada
NAPOLI — Non ci sarà un nuovo commissario a gestire l’emergenza rifiuti
in Campania, ma verrà articolata diversamente la
struttura guidata dal prefetto di Napoli Alessandro Pansa.
Se ne occuperà oggi il Consiglio dei ministri, e sarà
l’ennesimo tentativo per affrontare una situazione con la quale si sono già
misurati in tanti: I’ex governatore Rastrelli e
quello attuale, Bassolino. E poi
Corrado Catenacci e il capo della Protezione civile Guido Bertolaso.
Nessuno ha risolto il problema. Anzi, va sempre peggio. Napoli — ma anche la
provincia, anche Caserta, anche alcuni centri del Salernitano
— vive un’emergenza igienica che ha già superato tutte le soglie possibili: innanzitutto quella della sopportazione degli abitanti e
quella di rischio per la salute.
Per trovare un posto dove andare a sversare
le migliaia di tonnellate di immondizia che invadono
ogni angolo di strada, è stata riaperta la di- scarica di Taverna del Re, a
Giugliano, chiusa «definitivamente» già molte volte, l’ultima il 20 dicembre
scorso. Funzionerà fino a lunedì prossimo, poi si fermerà
ancora. E oggi nessuno è in grado di di-
re
dove andrà portata la spazzatura. Probabilmente da nessuna parte, come è accaduto nelle ultime settimane e come in parte
accade ancora. Quando si è potuto ricominciare a raccogliere, sono stati privilegiati i quartieri più lussuosi della città: Chiaia e Posillipo. «Finalmente
la raccolta differenziata», sintetizzava ieri
felicemente la vignetta in prima pagina sul Mattino. Infatti
l’unica differenziata che vedono i napoletani è la logica adottata per ripulire
le strade. 11 centro salvaguardato, la periferia e la provincia abbandonate. Ci sono zone come Pianura, Secondigliano,
San Pietro a Patierno, Melito, Pozzuoli che sono
ormai al collasso. L’Ordine dei Medici lancia per la prima volta l’allarme e
mette in relazione la crisi igienica «in un territorio già devastato dalla
presenza di svariate forme di inquinamento», con «un
innalzamento significativo dell’incidenza di patologie tumorali».
Un motivo in più per le tante comunità che si oppongono all’apertura di
discariche nelle loro zone. Ora la tensione più forte è ovviamente a
Giugliano, dove l’utilizzo dell’impianto di Taverna del
Re avviene sotto sorveglianza della polizia che anche ieri ha dovuto più volte
forzare i cordoni dei manifestanti per consentire il passaggio dei camion.
Tensioni di altro tipo, invece, nei palazzi della
politica. Il centrodestra ha occupato la sala consiliare della Regione e quelle
della giunta comunale e provinciale. Dalla Curia si fa sentire il cardinale Sepe: «Svegliamoci tutti», dice lanciando un appello alla
città. Finora i più svegli, soprattutto di notte, sono stati quelli che hanno
incendiato cassonetti e cumuli di spazzatura, aggiungendo diossina ai veleni
che già appestano l’aria. La pioggia dell’altro giorno li ha costretti a una pausa, ma è già tornato il sereno. E di immondizia da trasformare in roghi ce n’è ancora una
infinità.