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Attualità/ Rifiuti. Chianche, continua la mobilitazione

Continua la mobilitazione tra le case comunali dell’asse Atripalda - Altavilla Irpina, per scongiurare l’ipotesi discarica di ecoballe a Chianche. nell’attesa della decisione definitiva, nell’incontro di ieri, nel comune individuato dal prefetto Pansa, si è decisa la costituzione di un comitato contro il sito di stoccaggio che dovrà essere formato da rappresentanti di tutti i comuni interessati. Inoltre si sta lavorando per organizzare delle manifestazioni contro una scelta che potrebbe recare seri danni alla coltura del grezco di Tufo doc.g e, aggiungendosi al Cdr di Pianodardine, potrebbe renderebbe vana ogni iniziativa di riqualificazione della Valle del Sabato, su cui i sindaci di Altavilla Irpina, Atripalda, Chianche, Grottolella, Manocalzati, Montefusco, Capriglia Irpina, Petruro Irpino, Prata P.U., Pratola Serra, Santa Paolina, Torrioni, Tufo e Montefredane, hanno da tempo deciso di puntare. Ieri fino a tarda sera i sindaci hanno tenuto un nuovo vertice nell’aula consiliare del paesino che dovrebbe ospitare le ecoballe. Presenti anche i consiglieri provinciali Franco Mazza (Sinistra democratica), Domenico Ranaudo (PdCI) e Giuseppe Pacifico (Partito democratico). Intanto, in attesa del consiglio provinciale straordinario previsto per domani, anche numerosi partiti politici si preparano alla mobilitazione. Presso la segreteria provinciale dei popolari Udeur, alla presenza del Segretario Musto, si sono riuniti gli amministratori locali Udeur dei paesi della Valle del Sabato perché ritengono inopportuna e scellerata, la scelta del prefetto Pansa di mettere le ecoballe nella zona Pip di Chianche. «Tale scelta - ha commentato Musto - è penalizzante per le piccole comunità locali della zona che faticosamente hanno creato una loro economia basata principalmente su una produzione vitivinicola di altissimo pregio». Ed il Campanile chiede di conoscere le motivazioni del cambiamento di alcuni siti, individuati dallo stesso commissario come più idonei. «Forse ci sono state interferenze politiche che hanno fatto cambiare opinione? - continua il consigliere comunale di Torrioni, Carmine Iommazzo -. Le responsabilità politiche del cambiamento sono facilmente individuabili, basta vedere il colore delle amministrazioni dei siti cambiati ed il colpevole silenzio di alcuni principali esponenti politici provinciali ne è la dimostrazione». Tutti gli amministratori Udeur, dunque, concordano sui grandi disagi che graveranno sull’area prescelta, di dimensioni ridotte, che non risolve il problema ma lo rinvia di qualche giorno. Ritengono che è il momento per ognuno di assumersi le proprie responsabilità ed essi si mobiliteranno e si attiveranno affinché tale scelta venga rivista. Ed il segretario Musto, in qualità di capogruppo Udeur di Pietradefusi comunica che su sua proposta, il consiglio comunale, all’unanimità, ha espresso solidarietà e vicinanza alle popolazioni della Vallee hanno deliberato di convocare un consiglio comunale straordinario sulla questione. Il Pd invece venerdì sera si è riunito per decidere di adottare un’unica linea per l’emergenza rifiuti, una posizione chiara, forte e condivisa. Organizzato dal coordinatore provinciale Giuseppe De Mita per avviare una discussione di merito con il presidente della Provincia, Alberta De Simone, i rappresentanti del comune capoluogo, della Regione Campania e degli enti di gestione, per assumere una decisione in vista del consiglio provinciale. Alla riunione hanno preso parte anche il presidente dell’Asi, Pietro Foglia, preoccupato per come l’emergenza sta evolvendo in Irpinia e l’assessore provinciale all’ambiente, Bruno Fierro, che ha ribadito l’idea di provincializzazione. Presente anche il sindaco di Avellino, Giuseppe Galasso.

La Provincia, intanto, ha espresso parere sfavorevole verso l’indicazione di Petruro e sembra pronta a rinnovare la contrarietà anche alla ipotesi di Chianche cercando di far valere la “zonizzazione” stesa dai tecnici.