Aggiornamento e documenti 10 febbraio 2008

 

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Forum discarica

Aggiornamento del 10 febbraio 2008.

Grazie dei fiori!

“Cominciò allora una singolare guerra contro l'occupante combattuta con armi nuove: la non cooperazione, la disobbedienza civile, la marcia del sale, gli scioperi, i digiuni.”
Sergio Romano riferito a Ghandi.

 

Il SuperCommissario straordinario, ha deciso che la discarica si farà a Savignano, alla Postarza. Come il coniglio uscito dal cappello, nel giro di qualche giorno è stato deciso che non si farà a Contrada Ischia perché troppo costosa e soldi non ce ne sono, quindi si torna alla storica discarica di Savignano. Questo fa pensare quanto sia stato valutato l’impatto: non importa dove e come, l’importante che si faccia subito a Savignano ed in economia. Quindi immaginiamo quanto staranno attenti al rispetto del territorio: non ci sono studi e non ci sono soldi per creare una discarica a norma!!!.., però ci dicono che la faranno a norma. Allora se non ci fossimo opposti a Contrada Ischia l’avrebbero fatta non a norma!!!.
E allora non capisco se ci voleva un supercommissario per deciderlo. La decisione l’aveva già presa la politica. Si attacca chi non può difendersi, la popolazione vecchia e i bambini, possibilmente popolazione incensurata; perché gli uomini e le donne di malaffare devono essere rispettati: le persone “ambigue” incutono sempre un certo timore riverenziale, anche ai politici. Una discarica in un paese che fa oltre il 60% di raccolta differenziata, in una regione che non arriva al 10% di media: come al solito ad essere buoni ci si rimette sempre. Speravamo che con un commissario super partes desse seguito alle decisioni tecniche che indicavano la nostra zona fuori da ogni possibile coinvolgimento. Invece, ci aspettano 700.000 tonnellate di rifiuti (ma se la provincia di Benevento, provincia di cui abbiamo il dato in un articolo allegato a questo serivizio) in un anno fa 50.000 tonnellate, cosa e chi dovrà venire a sversare a Savignano per 700.000 tonnellate?), due volte Difesa Grande: tutto quello che non vogliono in giro lo mandano a Savignano, a duecento metri dalla discarica appena chiusa di Difesa Grande. Che presa per i fondelli: Difesa Grande è inquinata, la chiudono e ne aprono un’altra a cinquecento metri, in quella stessa Postarza che vent’anni fa aveva dato una mano alla provincia nella sua prima emergenza rifiuti. Di nuovo: a fare i bouni ci si rimette sempre.
Il sindaco continua a sostenere che siamo popolazione civile e faremo una battaglia civile, nelle sedi istituzionali. Ma mi chiedo se, da navigato politico qual’è, non si sia reso conto o faccia finta di non rendersi conto che le istituzioni non esistono perché non abbiamo agganci politici mentre le istituzioni sono fatte dai politici, non dalla società civile. Savignano è stato definito luogo di discarica perché i suoi 800 voti non interesano nessuno. La regione è governata dalla sinistra, la provincia dalla sinistra, e tutta la trafila fa capo alla vecchia DC oppure al vecchio PCI. Mentre nel paese si fa a gara a chi deve assicurarsi il titolo di rappresentante della comunità di Savignano in seno alla vecchia Margherita ora confluita nel PD, il centro-sinistra si assicura comunque 300 voti di Savignano e continuerà ad assicurasi quei voti per questioni diverse. Il

Fornicoso era stato scelto dai tecnici perchè luogo indoneo tecnicamente. Poi la politica ha deciso che non si farà al Fornicoso perchè feudo politico.

Se la presidente della provincia De Simone (che è stata anche parlamentare e vedremo se sarà candidata ora che ha risolto il problema della mondezza buttandocela addosso e assicurandosi un bacino di voti che altrimenti avrebbe visto volatilizzare) decidesse di fare la discarica a Cianchette, suo feudo che fa 400 abitanti, perderebbe non solo i voti di Chianche, ma di tutta la zona, che è la sua zona. L’alta Irpinia è sempre stata un vecchio feudo DC: De Mita, Bianco, Mancino vengono da lì e quelle zone devono tutelarle; volete che si facciano fare discarica in casa? Ariano fino a qualche anno fa esprimeva due parlamentari di un certo peso e quindi riceveva il dovuto rispetto isituzionale; adesso da chi è tutelato? Da qualcuno che ha qualche peso per assicurare che la fermata alla stazione di Ariano del treno eurostar non sia soppressa, ma non va oltre; Ariano non ha più rispetto istituzionale perché non assicura più un consistente pacchetto di voti ora che la popolazione diminuisce e che c’è una frammentazione di partiti. Per essere rispettati bisogna avere i numeri. Ariano potra essere rispetatto e noi di seguito se riusciremo ad esprimere un nostro rappresentante nelle stanze del potere. Ariano (e poi noi) dovrebbe convogliare i suoi voti su una sola persona, magari l'attuale sindaco di Ariano (che è di una forza opposta a quella che governa la provincia e la regione) in maniera tale che il gioco di forza si possa fare ad alto livello, a parità di forze; altrimenti soccomberemo sempre. Una persona capace di tutelare il nostro territorio della bassa Irpinia. Ma questo, per come va la politica, è fantapolitica.

Anche se guardiamo al nostro piccolo, è voce di popolo, ci accorgiamo che è così. I comuni limitrofi al nostro in tempi passati hanno sempre avuto un peso nelle relazioni istituzionali e sono riuscito ad inserire persone negli enti locali e provinciali; noi purtroppo non ci siamo riusciti: abbiamo ricevuto qualche finanziamento anche recentemente e anche direttamente da Bassolino come presidente della regione. Ma con il senno di poi si capisce che per Bassolino 200.000 euro finanziati al nostro paese per rifare la strada del Bosco, o per mettere a norma la fogna non sono niente, perché Savignano gli doveva e gli deve risolvere il problema rifiuti e quindi dei due miliardi di euro pregressi già spesi e dei prossimi finanziamenti europei (di cui 100 milioni a breve già deliberati dal governo in carica). altrimenti non avremmo visto il becco di un centesimo.
Dunque, i voti di Savignano, come stanno adesso le cose, non servono al centro-sinistra e non possiamo vendelri a qualcuno che possa aiutarci.
La popolazione si è incontrata al castello poche sere fa in una riunione aperta al pubblico. Esasperata e offesa dalla cattivo uso della fiducia concessa ai suoi rappresentanti, durante la riunione ha accusato l’attuale sindaco di aver seguito una politica sbagliata boicottando il referendum per il passaggio di regione; di lasciare il comitato di protesta senza il suo apporto; di lasciare la popolazione senza una guida nella lotta (la popolazione si aspettava che il sindaco li punzecchiasse, li stimolasse alla lotta, ma il messaggio era sempre di seguire le vie “isitituzionali”).
Il risentimento della popolazione è stato anche contro il precedente vice sindaco che voci di popolo indicano come il responsabile della nostra storia, avendo lui comunicato alla rossa giunta provinciale contrada Ischia come luogo idoneo alla discarica. Ma in questo momento non c'è tempo per fare guerra tra noi. Ormai il danno è fatto e non ci resta che affrontarlo.
Cosa è emerso quindi dalla riunione al castello di Savignano cui erano presenti anche altri sindaci locali (Monteleone, Panni, Montaguto)? Di fare una manifestazione di protesta. Servirà? Sono orami quindici giorni che tecnici regionali e provinciali prendono misure alla Postarza perché è lì che ora, in quindici giorni hanno deciso di fare la discarica: praticamente alle porte del paese e si estenderà a perdita d’occhio.
E nessuno ha avuto il coraggio di informare la popolazione sul suo destino.
Senza che nessuno ce lo evidenziasse né durante né dopo, la decisione è stata formalizzata a luglio del 2007 quando il governo ha emanato il tanto discusso decreto legge sull’emergenza campana. Chiusura di Difesa Grande e apertura a Savignano. Allora si doveva lottare invece, con vista miope, siamo rimasti in silenzio. E adesso dobbiamo fare la guerra? Ma con chi e con le armi di chi? Quelle di Bossi?

Le istituzioni di pubblica sicurezza ( in primis la Prefettura) sicuramente stanno facendo pressione sul nostro comune e sul sindaco perchè tenga a bada la popolazione e li aiuti a farci accettare la discarica; come aveva fatto già vent'anni fa. il sindaco è tra l'incudine e il matrello: la popolazione che preme contro e le istutuzioni che preme a favore. Al paese sono arrivati già i decreti di esproprio dei terreni della Postarza e presto arriveranno le forza armate per controllare eventuali azioni di protesta. Ma che protesta violenta può fare una popolazione di vecchi e bambini? Eppure, sicuramente, mentre a Napoli per il lancio di sassi e gli atti vandalici è stato chiuso un occhio, sicuramente noi passeremo per "delinquenti" anche solo per un sospiro. Si dice pure di viaggi notturni del prefetto presso il nostro sindaco. Se questo fosse vero, confermerebbe le nostre ipotesi.
Le elezioni sono prossime, il PD deve assicurarsi i voti dell’alta Irpinia, Bassolino forse sarà canditato, sua moglie è un senatore uscente, De Gennaro ha ricevuto altri 100 milioni di euro dal governo dimissionario per ripulire Napoli e i grandi centri e fare indirettamente politica: perchè adesso devono far sembrare tutto pulito e risolto senza aver toccato i feudi dei politici. De Simone e Bassolino fanno a gara per comparire nelle tv locali per farsi i belli e dire che non “hanno toccato i loro feudi” e volete che adesso 800 voti di Savignano, seppure dati tutti ad uno, faranno la differenza o inducono al ripensamento qualcuno? La sinistra ha messo in conto di perdere qualche voto (è non tutti) a Savignano, ma per lei il gioco vale la candela.

Ricordatevi che l’articolo del DL che individua Savignano come discarica l’ha voluto Alberta De Simone. Eccolo:

1. Entro il termine dello stato di emergenza, fissato dal decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri in data 25 gennaio 2007,pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 27 del 2 febbraio 2007, per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani o speciali non pericolosi anche provenienti dalle attivita' di selezione, trattamento e raccolta dei rifiuti solidi urbani nella regione Campania, sono attivati i siti da destinare a discarica presso i seguenti comuni: Serre in provincia di Salerno, Savignano Irpino in provincia di Avellino, Terzigno in provincia di Napoli e Sant'Arcangelo Trimonte in provincia di Benevento.
2. L'utilizzo del sito di Serre in provincia di Salerno e' consentito fino alla realizzazione di un nuovo sito idoneo per lo smaltimento dei rifiuti individuato dal Presidente della provincia di Salerno.
3. L'uso del sito ubicato nel comune di Terzigno di cui al comma 1 e' consentito fino al completamento delle attivita' di collaudo ed alla messa in esercizio a regime del termovalorizzatore di Acerra. Il Commissario delegato assicura la ricomposizione morfologica del sito utilizzato e l'adozione delle occorrenti misure di mitigazione ambientale, ivi compresa la bonifica e messa in sicurezza dei siti di smaltimento incontrollato di rifiuti esistenti nel medesimo territorio, mediante la predisposizione di un apposito piano da adottarsi d'intesa con il Presidente della regione Campania, sentito il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare.
4. L'utilizzo dei siti di cui al presente articolo e' disposto nel rispetto dei principi fondamentali dell'ordinamento, anche in deroga alle specifiche disposizioni vigenti in materia ambientale, paesaggistico-territoriale, di pianificazione per la difesa del suolo, nonche' igienico-sanitaria, fatto salvo l'obbligo del Commissario delegato di assicurare le occorrenti misure volte alla tutela della salute e dell'ambiente.
5. Con apposite ordinanze del Presidente del Consiglio dei Ministri, adottate ai sensi dell'articolo 5, comma 2, della legge 24 febbraio 1992, n. 225, possono essere definite ulteriori misure compensative in favore dei comuni di cui al comma 1.

Ricordatevi che Alberta De Simone ha chiuso Difesa Grande e ha aperto Savignano.
Ricordate che adesso lei è tutt’uno con De Gennaro e gli “ha passato le carte” per fargli confermare che Savignano è discarica: un commissario che per sua stessa ammissione alla trasmissione “Che tempo che fa” su rai tre afferma di non conoscere a fondo il problema e che in 20 giorni deve organizzare la soluzione. Quindi non può altro che dare atto alle carte che gli fanno leggere.

Ricordatevi che se Alberta De Simone viene parlarvi di cancro alla mammella ad Ariano, viene a prendervi per i fondelli perché è lei che ha aumentato il nostro rischio; e non fatevi incantare dalle sue parole dette o scritte dove, con la voce e il viso compassionevole, dice che a lei dispiace ma non ci poteva fare niente. E’ il presidente della provincia che ha deciso; quindi, se un domani verrà a raccontarci che è stato il commissario, non è vero. Non dovrà funzionare lo scarica barile; quindi chiunque avesse qualcosa da dire, deve dirlo a lei. Se è vero che ogni procedimento amministrativo deve avere un responsabile, lei è il responsabile del nostro.
Se lei, un domani, docente di lettere e comunista dovesse far ricorso alla pietas cristiana, non porgetele l’altra guancia.

Non diciamo che la discarica deve essere fatta a Greci, o Montaguto o Chianche: diciamo che ognuno deve gestirsi la sua monnezza con un evidente beneficio anche economico, almeno per le realta più piccole. E se proprio deve essere fatta una discarica, che la facciano dove indicano i tecnici apolitici (località Fornicoso): noi non ne vogliamo approfittare e ci organizzeremo da noi perchè siamo già bravi nella raccolta differenziata e ci riapremo una nuona discarca alla Postarza che ci durerà altri cent'anni se non ce la verrano a "requisire". Restiamo dell’opinione che ognuno si deve gestire e smaltire la mondezza che fa, solo così si responsabilizzano le persone; perché fino a quando andiamo a salvare Napoli e i grandi centri questi se ne “infischiano” della monnezza e ne fanno sempre più senza adottare alcun criterio, come la raccolta differenziata. Bassolino dice che adesso deve privilegiare la raccolta differenziata e la regione è pronta a stanziare nuovi fondi per la raccolta differenziata; sempre e solo soldi, non parla mai di senso civico. Il sindaco di Napoli, per paura che le commissionino il comune, avvia adesso la raccolta differenziata “perché è una cosa da fare”. Ma che hanno fatto finora?

Hanno fatto delle nostre montagne la loro Africa: noi siamo la loro popolazione del terzo mondo. In un raggio di 1 km hanno fatto due mega discariche (Savignano e Difesa Grande). Savignano, Difesa Grande e Sant’Arcangelo Trimonti, raccolte in un fazzoletto di terra, dovranno raccogliere i rifiuti di tutta la Campania (perché Serre e Terzigno saranno chiuse).

Fatte queste premesse, cosa possiamo fare noi?

Con la politica e con i voti non possiamo fare niente: non abbiamo i numeri.

Restano altre poche alternative.

Quella proposta dalla Matilde Serao già nel 1800 di cui abbiamo già parlato o un’eruzione del Vesuvio; o ancora un bel terremoto.

Ma non abbiamo il controllo di questi eventi.

Deve essere attuata una nuova strategia che prenda le mosse dalla filosofia di Ghandi, ma che non può essere condotta dagli attuali né dai precedenti amministratori locali, non è nel loro DNA:
“Cominciò allora una singolare guerra contro l'occupante combattuta con armi nuove: la non cooperazione, la disobbedienza civile, la marcia del sale, gli scioperi, i digiuni.”.
Non cooperazione, disobbedienza civile, si, perché noi, di essere presi per i fondelli, proprio non ne abbiamo alcuna voglia.

 

Ecco un esempio di cosa fanno gli altri (tratto dall'articolo 3 riportato di seguito)

l diario della sconfitta comincia ai margini della regione. A fine ottobre, Carmine Nardone, presidente della Provincia di Benevento, è il più sollecito a rispondere alla richiesta d'aiuto del commissario straordinario. Con l'assenso dei sindaci della valle del Fortore indica una cava a Colle Alto, nel comune di Morcone, a dieci chilometri dal confine con il Molise. Il 10 novembre viene firmata l'ordinanza per l'apertura del sito di stoccaggio che dovrà accogliere 50.000 tonnellate di ecoballe, un anno intero di rifiuti prodotti nella provincia. La protesta cresce, il sito dista appena cento metri dal fiume Tammaro, e pochi chilometri dall'oasi Wwf di Guardiaregia. Il sindaco di Morcone si sfila. Trova appoggio oltreconfine, dove il Consiglio regionale del Molise firma un ordine del giorno contro la discarica, situata in Campania. Il parere non è vincolante, quindi cominciano i primi lavori. Improvvisamente, a partire da metà novembre, l'acquedotto molisano, che fornisce acqua a Benevento, diminuisce la propria portata dell'80 per cento, scatenando una crisi idrica nella provincia campana. L'episodio magari non è riconducibile alla querelle sulla discarica. Ma al Commissariato prendono comunque atto della compatta ostilità del Consiglio regionale molisano. Non se ne fa nulla. Dopo 20 giorni, l'acquedotto torna ad erogare normalmente. Quando Gianni De Gennaro presenta il suo piano, eliminando il sito di Morcone dalle aree prescelte per lo stoccaggio dei rifiuti, il presidente della Regione Molise, Michele Iorio, esulta: «Un risultato importante e soddisfacente». Generosamente, si impegna ad «alleggerire l'emergenza in Campania» accettando di accogliere la bellezza di 3.000 tonnellate.

 

Rassegna stampa: clicca sulla parte in blù per leggere l'articolo.

Articolo 1) I nostri soldi che arricchiscono i sub-commissari. E loro non lo sanno nemmeno: ma se io ho cento euro in banca so da dove vengono. Se devo fare una spesa e vivo di stipendio (come i commissari) vado a vedere quanto ho in banca. Loro no, devo chiedere al commercialista se hanno preso 1 milione di euro!!!

Articolo 2) Arrivano nuovi soldi... ed è falso che i sub-commissari hanno preso tanti soldi!!!

Articolo 3) Tutti si sono mossi per evitare il problema discarica, Savignano e Sant'Arcangelo?

Articolo 4) Chi si candida? Tutti ci riprovano, compresa la moglie di Bassolino

Articolo 5) Perchè si vota il 13 aprile e non il 6 aprile?

Articolo 5) La raccolta in Italia: percentuali

Articolo 6) Commento alle percentuali

Articolo7) Un altro ladro di galline denunciato a Savignano: una discarica di automobili non autorizzata e scatta la denuncia per un altro savignanese. Non diciamo che sia corrette smaltire auto così, ma chi denuncia vede le pagliuzze e non le travi delle mega-discariche?

Articolo 8) Panni cosa fa?

 

 

Intanto vi ricordiamo ancora in sintesi i numeri della questione:

(tratti dal Corriere della Sera del 28 dicembre 2008):

 

5.000000 di ECOBALLE
Il numero dei blocchi di immondizia impacchettata che attende di essere smaltita in

Campania.

14 anni di attesa
L’emergenza in Campania dura da 14 anni e le varie amministrazioni che si sono succedute non hanno risolto il problema.

 

2 miliardi di euro (4.000 miliardi di lire) gettati
In questi 14 anni per cercare di affrontare l’emergenza smaltimento. Senza inceneritori, con le discariche piene,

le ecoballe sono state inviate al Nord e all’estero.

 

215 euro a testa
Esportare immondizia costa a tutti noi 215 euro per tonnellata per il cosiddetto “‘tal quale”, ossia i classici sacchetti di rifiuti indistinti.
La cifra totale è di 400 mila euro al giorno.

290 euro la tonnellata
Il commissario per l’emergenza spende da un minimo di 290 a un massimo di 1.000 euro la tonnellata per smaltire la spazzatura nelle discariche della Campania. E il rezzo più alto d’Italia.