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Grazie dei fiori!
“Cominciò allora una singolare
guerra contro l'occupante combattuta con armi nuove: la non cooperazione,
la disobbedienza civile, la marcia del sale, gli scioperi, i digiuni.”
Sergio Romano riferito a Ghandi.
Il SuperCommissario straordinario, ha deciso che
la discarica si farà a Savignano, alla Postarza. Come il
coniglio uscito dal cappello, nel giro di qualche giorno è
stato deciso che non si farà a Contrada Ischia perché
troppo costosa e soldi non ce ne sono, quindi si torna alla storica
discarica di Savignano. Questo fa pensare quanto sia stato valutato
l’impatto: non importa dove e come, l’importante che
si faccia subito a Savignano ed in economia. Quindi immaginiamo
quanto staranno attenti al rispetto del territorio: non ci sono
studi e non ci sono soldi per creare una discarica a norma!!!..,
però ci dicono che la faranno a norma. Allora se non ci fossimo
opposti a Contrada Ischia l’avrebbero fatta non a norma!!!.
E allora non capisco se ci voleva un supercommissario per deciderlo.
La decisione l’aveva già presa la politica. Si attacca
chi non può difendersi, la popolazione vecchia e i bambini,
possibilmente popolazione incensurata; perché gli uomini
e le donne di malaffare devono essere rispettati: le persone “ambigue”
incutono sempre un certo timore riverenziale, anche ai politici.
Una discarica in un paese che fa oltre il 60% di raccolta differenziata,
in una regione che non arriva al 10% di media: come al solito ad
essere buoni ci si rimette sempre. Speravamo che con un commissario
super partes desse seguito alle decisioni tecniche che indicavano
la nostra zona fuori da ogni possibile coinvolgimento. Invece, ci
aspettano 700.000 tonnellate di rifiuti (ma se la provincia di Benevento,
provincia di cui abbiamo il dato in un articolo allegato a questo
serivizio) in un anno fa 50.000 tonnellate, cosa e chi dovrà
venire a sversare a Savignano per 700.000 tonnellate?), due volte
Difesa Grande: tutto quello che non vogliono in giro lo mandano
a Savignano, a duecento metri dalla discarica appena chiusa di Difesa
Grande. Che presa per i fondelli: Difesa Grande è inquinata,
la chiudono e ne aprono un’altra a cinquecento metri, in quella
stessa Postarza che vent’anni fa aveva dato una mano alla
provincia nella sua prima emergenza rifiuti. Di nuovo: a fare i
bouni ci si rimette sempre.
Il sindaco continua a sostenere che siamo
popolazione civile e faremo una battaglia civile, nelle sedi istituzionali.
Ma mi chiedo se, da navigato politico qual’è, non si
sia reso conto o faccia finta di non rendersi conto che le istituzioni
non esistono perché non abbiamo agganci politici mentre le
istituzioni sono fatte dai politici, non dalla società civile.
Savignano è stato definito luogo di discarica perché
i suoi 800 voti non interesano nessuno. La regione è governata
dalla sinistra, la provincia dalla sinistra, e tutta la trafila
fa capo alla vecchia DC oppure al vecchio PCI. Mentre nel paese
si fa a gara a chi deve assicurarsi il titolo di rappresentante
della comunità di Savignano in seno alla vecchia Margherita
ora confluita nel PD, il centro-sinistra si assicura comunque 300
voti di Savignano e continuerà ad assicurasi quei voti per
questioni diverse. Il
Fornicoso era stato scelto dai tecnici perchè luogo indoneo
tecnicamente. Poi la politica ha deciso che non si farà al
Fornicoso perchè feudo politico.
Se la presidente della provincia De Simone (che
è stata anche parlamentare e vedremo se sarà candidata
ora che ha risolto il problema della mondezza buttandocela addosso
e assicurandosi un bacino di voti che altrimenti avrebbe visto volatilizzare)
decidesse di fare la discarica a Cianchette, suo feudo che fa 400
abitanti, perderebbe non solo i voti di Chianche, ma di tutta la
zona, che è la sua zona. L’alta Irpinia è sempre
stata un vecchio feudo DC: De Mita, Bianco, Mancino vengono da lì
e quelle zone devono tutelarle; volete che si facciano fare discarica
in casa? Ariano fino a qualche anno fa esprimeva due parlamentari
di un certo peso e quindi riceveva il dovuto rispetto isituzionale;
adesso da chi è tutelato? Da qualcuno che ha qualche peso
per assicurare che la fermata alla stazione di Ariano del treno
eurostar non sia soppressa, ma non va oltre; Ariano non ha più
rispetto istituzionale perché non assicura più un
consistente pacchetto di voti ora che la popolazione diminuisce
e che c’è una frammentazione di partiti. Per essere
rispettati bisogna avere i numeri. Ariano potra essere rispetatto
e noi di seguito se riusciremo ad esprimere un nostro rappresentante
nelle stanze del potere. Ariano (e poi noi) dovrebbe convogliare
i suoi voti su una sola persona, magari l'attuale sindaco di Ariano
(che è di una forza opposta a quella che governa la provincia
e la regione) in maniera tale che il gioco di forza si possa fare
ad alto livello, a parità di forze; altrimenti soccomberemo
sempre. Una persona capace di tutelare il nostro territorio della
bassa Irpinia. Ma questo, per come va la politica, è fantapolitica.
Anche se guardiamo al nostro piccolo, è voce
di popolo, ci accorgiamo che è così. I comuni limitrofi
al nostro in tempi passati hanno sempre avuto un peso nelle relazioni
istituzionali e sono riuscito ad inserire persone negli enti locali
e provinciali; noi purtroppo non ci siamo riusciti: abbiamo ricevuto
qualche finanziamento anche recentemente e anche direttamente da
Bassolino come presidente della regione. Ma con il senno di poi
si capisce che per Bassolino 200.000 euro finanziati al nostro paese
per rifare la strada del Bosco, o per mettere a norma la fogna non
sono niente, perché Savignano gli doveva e gli deve risolvere
il problema rifiuti e quindi dei due miliardi di euro pregressi
già spesi e dei prossimi finanziamenti europei (di cui 100
milioni a breve già deliberati dal governo in carica). altrimenti
non avremmo visto il becco di un centesimo.
Dunque, i voti di Savignano, come stanno adesso le cose, non servono
al centro-sinistra e non possiamo vendelri a qualcuno che possa
aiutarci.
La popolazione si è incontrata al castello poche sere fa
in una riunione aperta al pubblico. Esasperata e offesa dalla cattivo
uso della fiducia concessa ai suoi rappresentanti, durante la riunione
ha accusato l’attuale sindaco di aver seguito una politica
sbagliata boicottando il referendum per il passaggio di regione;
di lasciare il comitato di protesta senza il suo apporto; di lasciare
la popolazione senza una guida nella lotta (la popolazione si aspettava
che il sindaco li punzecchiasse, li stimolasse alla lotta, ma il
messaggio era sempre di seguire le vie “isitituzionali”).
Il risentimento della popolazione è stato anche contro il
precedente vice sindaco che voci di popolo indicano come il responsabile
della nostra storia, avendo lui comunicato alla rossa giunta provinciale
contrada Ischia come luogo idoneo alla discarica. Ma in questo momento
non c'è tempo per fare guerra tra noi. Ormai il danno è
fatto e non ci resta che affrontarlo.
Cosa è emerso quindi dalla riunione al castello di Savignano
cui erano presenti anche altri sindaci locali (Monteleone, Panni,
Montaguto)? Di fare una manifestazione di protesta. Servirà?
Sono orami quindici giorni che tecnici regionali e provinciali prendono
misure alla Postarza perché è lì che ora, in
quindici giorni hanno deciso di fare la discarica: praticamente
alle porte del paese e si estenderà a perdita d’occhio.
E nessuno ha avuto il coraggio di informare
la popolazione sul suo destino.
Senza che nessuno ce lo evidenziasse né durante né
dopo, la decisione è stata formalizzata a luglio del 2007
quando il governo ha emanato il tanto discusso decreto legge sull’emergenza
campana. Chiusura di Difesa Grande e apertura a Savignano. Allora
si doveva lottare invece, con vista miope, siamo rimasti in silenzio.
E adesso dobbiamo fare la guerra? Ma con chi e con le armi di chi?
Quelle di Bossi?
Le istituzioni di pubblica sicurezza ( in primis
la Prefettura) sicuramente stanno facendo pressione sul nostro comune
e sul sindaco perchè tenga a bada la popolazione e li aiuti
a farci accettare la discarica; come aveva fatto già vent'anni
fa. il sindaco è tra l'incudine e il matrello: la popolazione
che preme contro e le istutuzioni che preme a favore. Al paese sono
arrivati già i decreti di esproprio dei terreni della Postarza
e presto arriveranno le forza armate per controllare eventuali azioni
di protesta. Ma che protesta violenta può fare una popolazione
di vecchi e bambini? Eppure, sicuramente, mentre a Napoli per il
lancio di sassi e gli atti vandalici è stato chiuso un occhio,
sicuramente noi passeremo per "delinquenti" anche solo
per un sospiro. Si dice pure di viaggi notturni del prefetto presso
il nostro sindaco. Se questo fosse vero, confermerebbe le nostre
ipotesi.
Le elezioni sono prossime, il PD deve assicurarsi i voti dell’alta
Irpinia, Bassolino forse sarà canditato, sua moglie è
un senatore uscente, De Gennaro ha ricevuto altri 100 milioni di
euro dal governo dimissionario per ripulire Napoli e i grandi centri
e fare indirettamente politica: perchè adesso devono far
sembrare tutto pulito e risolto senza aver toccato i feudi dei politici.
De Simone e Bassolino fanno a gara per comparire nelle tv locali
per farsi i belli e dire che non “hanno toccato i loro feudi”
e volete che adesso 800 voti di Savignano, seppure dati tutti ad
uno, faranno la differenza o inducono al ripensamento qualcuno?
La sinistra ha messo in conto di perdere qualche voto (è
non tutti) a Savignano, ma per lei il gioco vale la candela.
Ricordatevi che l’articolo del DL che individua
Savignano come discarica l’ha voluto Alberta De Simone. Eccolo:
1. Entro il termine dello stato di emergenza,
fissato dal decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri in
data 25 gennaio 2007,pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 27 del
2 febbraio 2007, per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani o
speciali non pericolosi anche provenienti dalle attivita' di selezione,
trattamento e raccolta dei rifiuti solidi urbani nella regione Campania,
sono attivati i siti da destinare a discarica presso i seguenti
comuni: Serre in provincia di Salerno, Savignano Irpino in provincia
di Avellino, Terzigno in provincia di Napoli e Sant'Arcangelo Trimonte
in provincia di Benevento.
2. L'utilizzo del sito di Serre in provincia di Salerno e' consentito
fino alla realizzazione di un nuovo sito idoneo per lo smaltimento
dei rifiuti individuato dal Presidente della provincia di Salerno.
3. L'uso del sito ubicato nel comune di Terzigno di cui al comma
1 e' consentito fino al completamento delle attivita' di collaudo
ed alla messa in esercizio a regime del termovalorizzatore di Acerra.
Il Commissario delegato assicura la ricomposizione morfologica del
sito utilizzato e l'adozione delle occorrenti misure di mitigazione
ambientale, ivi compresa la bonifica e messa in sicurezza dei siti
di smaltimento incontrollato di rifiuti esistenti nel medesimo territorio,
mediante la predisposizione di un apposito piano da adottarsi d'intesa
con il Presidente della regione Campania, sentito il Ministero dell'ambiente
e della tutela del territorio e del mare.
4. L'utilizzo dei siti di cui al presente articolo e' disposto nel
rispetto dei principi fondamentali dell'ordinamento, anche in deroga
alle specifiche disposizioni vigenti in materia ambientale, paesaggistico-territoriale,
di pianificazione per la difesa del suolo, nonche' igienico-sanitaria,
fatto salvo l'obbligo del Commissario delegato di assicurare le
occorrenti misure volte alla tutela della salute e dell'ambiente.
5. Con apposite ordinanze del Presidente del Consiglio dei Ministri,
adottate ai sensi dell'articolo 5, comma 2, della legge 24 febbraio
1992, n. 225, possono essere definite ulteriori misure compensative
in favore dei comuni di cui al comma 1.
Ricordatevi che Alberta De Simone ha chiuso Difesa
Grande e ha aperto Savignano.
Ricordate che adesso lei è tutt’uno con De Gennaro
e gli “ha passato le carte” per fargli confermare che
Savignano è discarica: un commissario che per sua stessa
ammissione alla trasmissione “Che tempo che fa” su rai
tre afferma di non conoscere a fondo il problema e che in 20 giorni
deve organizzare la soluzione. Quindi non può altro che dare
atto alle carte che gli fanno leggere.
Ricordatevi che se Alberta De Simone viene parlarvi
di cancro alla mammella ad Ariano, viene a prendervi per i fondelli
perché è lei che ha aumentato il nostro rischio; e
non fatevi incantare dalle sue parole dette o scritte dove, con
la voce e il viso compassionevole, dice che a lei dispiace ma non
ci poteva fare niente. E’ il presidente della provincia che
ha deciso; quindi, se un domani verrà a raccontarci che è
stato il commissario, non è vero. Non dovrà funzionare
lo scarica barile; quindi chiunque avesse qualcosa da dire, deve
dirlo a lei. Se è vero che ogni procedimento amministrativo
deve avere un responsabile, lei è il responsabile del nostro.
Se lei, un domani, docente di lettere e comunista dovesse far ricorso
alla pietas cristiana, non porgetele l’altra guancia.
Non diciamo che la discarica deve essere fatta
a Greci, o Montaguto o Chianche: diciamo che ognuno deve gestirsi
la sua monnezza con un evidente beneficio anche economico, almeno
per le realta più piccole. E se proprio deve essere fatta
una discarica, che la facciano dove indicano i tecnici apolitici
(località Fornicoso): noi non ne vogliamo approfittare e
ci organizzeremo da noi perchè siamo già bravi nella
raccolta differenziata e ci riapremo una nuona discarca alla Postarza
che ci durerà altri cent'anni se non ce la verrano a "requisire".
Restiamo dell’opinione che ognuno si deve gestire e smaltire
la mondezza che fa, solo così si responsabilizzano le persone;
perché fino a quando andiamo a salvare Napoli e i grandi
centri questi se ne “infischiano” della monnezza e ne
fanno sempre più senza adottare alcun criterio, come la raccolta
differenziata. Bassolino dice che adesso deve privilegiare la raccolta
differenziata e la regione è pronta a stanziare nuovi fondi
per la raccolta differenziata; sempre e solo soldi, non parla mai
di senso civico. Il sindaco di Napoli, per paura che le commissionino
il comune, avvia adesso la raccolta differenziata “perché
è una cosa da fare”. Ma che hanno fatto finora?
Hanno fatto delle nostre montagne la loro Africa:
noi siamo la loro popolazione del terzo mondo. In un raggio di 1
km hanno fatto due mega discariche (Savignano e Difesa Grande).
Savignano, Difesa Grande e Sant’Arcangelo Trimonti, raccolte
in un fazzoletto di terra, dovranno raccogliere i rifiuti di tutta
la Campania (perché Serre e Terzigno saranno chiuse).
Fatte queste premesse, cosa possiamo fare noi?
Con la politica e con i voti non possiamo fare
niente: non abbiamo i numeri.
Restano altre poche alternative.
Quella proposta dalla Matilde Serao già
nel 1800 di cui abbiamo già parlato o un’eruzione del
Vesuvio; o ancora un bel terremoto.
Ma non abbiamo il controllo di questi eventi.
Deve essere attuata una nuova strategia che prenda
le mosse dalla filosofia di Ghandi, ma che non può essere
condotta dagli attuali né dai precedenti amministratori locali,
non è nel loro DNA:
“Cominciò allora una singolare guerra contro l'occupante
combattuta con armi nuove: la non cooperazione, la disobbedienza
civile, la marcia del sale, gli scioperi, i digiuni.”.
Non cooperazione, disobbedienza civile, si, perché noi, di
essere presi per i fondelli, proprio non ne abbiamo alcuna voglia.
Ecco un esempio di cosa fanno gli altri (tratto dall'articolo 3
riportato di seguito)
l diario della sconfitta comincia ai margini della regione. A fine
ottobre, Carmine Nardone, presidente della Provincia di Benevento,
è il più sollecito a rispondere alla richiesta d'aiuto
del commissario straordinario. Con l'assenso dei sindaci della valle
del Fortore indica una cava a Colle Alto, nel comune di Morcone,
a dieci chilometri dal confine con il Molise. Il 10 novembre viene
firmata l'ordinanza per l'apertura del sito di stoccaggio che dovrà
accogliere 50.000 tonnellate di ecoballe, un anno intero di rifiuti
prodotti nella provincia. La protesta cresce, il sito dista appena
cento metri dal fiume Tammaro, e pochi chilometri dall'oasi Wwf
di Guardiaregia. Il sindaco di Morcone si sfila. Trova appoggio
oltreconfine, dove il Consiglio regionale del Molise firma un ordine
del giorno contro la discarica, situata in Campania. Il parere non
è vincolante, quindi cominciano i primi lavori. Improvvisamente,
a partire da metà novembre, l'acquedotto molisano, che fornisce
acqua a Benevento, diminuisce la propria portata dell'80 per cento,
scatenando una crisi idrica nella provincia campana. L'episodio
magari non è riconducibile alla querelle sulla discarica.
Ma al Commissariato prendono comunque atto della compatta ostilità
del Consiglio regionale molisano. Non se ne fa nulla. Dopo 20 giorni,
l'acquedotto torna ad erogare normalmente. Quando Gianni De Gennaro
presenta il suo piano, eliminando il sito di Morcone dalle aree
prescelte per lo stoccaggio dei rifiuti, il presidente della Regione
Molise, Michele Iorio, esulta: «Un risultato importante e
soddisfacente». Generosamente, si impegna ad «alleggerire
l'emergenza in Campania» accettando di accogliere la bellezza
di 3.000 tonnellate.
Rassegna stampa: clicca sulla parte in blù per leggere l'articolo.
Articolo
1) I nostri soldi che arricchiscono i sub-commissari. E loro
non lo sanno nemmeno: ma se io ho cento euro in banca so da dove
vengono. Se devo fare una spesa e vivo di stipendio (come i commissari)
vado a vedere quanto ho in banca. Loro no, devo chiedere al commercialista
se hanno preso 1 milione di euro!!!
Articolo 2) Arrivano nuovi
soldi... ed è falso che i sub-commissari hanno preso tanti
soldi!!!
Articolo
3) Tutti si sono mossi per evitare il problema discarica, Savignano
e Sant'Arcangelo?
Articolo
4) Chi si candida? Tutti ci riprovano, compresa la moglie di Bassolino
Articolo
5) Perchè si vota il 13 aprile e non il 6 aprile?
Articolo 5) La raccolta
in Italia: percentuali
Articolo 6) Commento alle
percentuali
Articolo7)
Un altro ladro di galline denunciato a Savignano: una discarica
di automobili non autorizzata e scatta la denuncia per un altro
savignanese. Non diciamo che sia corrette smaltire auto così,
ma chi denuncia vede le pagliuzze e non le travi delle mega-discariche?
Articolo 8) Panni cosa fa?
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