Lettera inviata al Ministero dell'Ambiente

 

Milioni di metri cubi di Immondizia su un presepe degli Appennini

Savignano Irpino è un comune della Campania situato al confine con la Puglia (kmq 38,21; m. 718 s.l.m.; prov. AVELLINO).Fa parte della Comunità Montana dell'Ufita, che ha sede in Ariano Irpino (sede della discarica Difesa Grande chiusa agli inizi di quest’anno dopo anni di lotte perché esaurita e satura di rifiuti tossici), ed appartiene alla zona denominata "Alta Valle del Cervaro" (torrente che ne attraversa il territorio).Ha una popolazione di circa 1200 abitanti che ragiungono i 4000 durante l’estate grazie alle sue caratteristiche ambientali che la rendono località di interesse storico e soggiorno climatico. Ha un’economia basata solo ed esclusivamente sull'agricoltura e pastorizia: è uno dei pochi villaggi rurali ancora esistenti in Europa che può offrire la possibilità di organizzare dei campo-scuola per bambini di città. Tra i tanti prodoti alimenatri locali si posono ricordare l’ottimo pane, impastato con farina saraolla, e il suo caciocavallo.

Il centro storico è situato dove un  tempo sorgeva il Castello Medievale, risalente al periodo di Carlo D'Angiò, restaurato negli anni Novanta, e comprende monumenti quali il Palazzo Orsini ( sede del Municipio) e la Chiesa Madre di S. Nicola Vescovo del 1300. Conserva ancora importanti testimonianze storiche e presenze archeologiche. I primi insediamenti, come attestano alcuni reperti archeologici rinvenuti sul posto, risalgono quasi sicuramente alla era paleolitica.

Diversi gruppi etnici si sono succeduti nella zona tra cui: gli Umbro-Sabelli, gli Entri gli Osci e gli Irpini, questi ultimi di origine Sannita. I primi segni di vita sociale, si hanno intorno al VII-VIII secolo d.c. quando fu costruito il castello, denominato "CASTRUM SABINIANUM" che diede quindi nome al paese.

Con il castello nasce un luogo fortificato, al cui in-terno si sviluppa un piccolo borgo.

Da alcuni documenti risalenti al XII sec. risulta che in epoca medievale, il territorio di Savignano era diviso in due paesi, un casale ed una frazione inoltre formava, insieme con Greci e Ferrara, una sola Baronia.

Nel paesino è anche presente, grazie a una donazione, una piccola casa di riposo per anziani indigenti che provengono da tutta la provincia di Avellino. Essa è finanziata in parte dal Comune di Savignano.

In passato Napoli ci ha confinato più di un camorrista.

Con Savignano la Provincia e la Regione hanno già risolto più di qualche problema e ora vorrebbe risolvere quello dell’Immondizia!

Savignano solo con le sue forze  stava provando a diventare un paesino turistico in quanto sul suo territorio sono  presenti:

?       Un BOSCO

?       Un LAGHETTO denominato Aguglia di 400 mq. dove si possono pescare carpe e alborelle;

?       Una SORGENTE d'acqua SULFUREA fredda, denominata Rifieto in località chiamata ISCHIA. Oltre al danno la beffa: proprio questa località è stata individuata dalla provincia di Avellino per farne una discarica di rifiuti dalla composizone incerta, poichè nelle zone di provenienza non viene effettuata raccolta differenziata e gli impianti di CDR sono obsolete; rifiuti respinti anche dalla Germania per tali motivazioni.

?       Discreta quantità di animali selvaggi quali lupi, cinghiali, lepri, quaglie e volpi (Napoli viene a caccia in queste zone).

Savignano fa da sempre la raccolta differenziata in quanto la quasi totalità delle abitazioni è dotata di caminetto e ogni famiglia possiede animali da cortile. Entrambi contribuiscono seriamente allo smaltimento dei rifiuti.  Anche il vetro non si butta e viene riutilizzato per le conserve.

Il problema rifiuti era stato posto al paese già nel 1994 quando, con Ordinanza del Commissario per l’Emergenza Rifiuti n. 00515 DIS del 30/03/94, sempre il Comune di Savignano Irpino ha dovuto subire la requisizione della propria discarica comunale (una delle poche a norna) per lo sversamento di rifiuti  di altri Comuni della Provincia di Avellino. Questa la ricompensa per la nostra vera raccolta differenziata!

 

L’AMMINISTRAZIONE  PROVINCIALE  di  Avellino però questa volta ci riprova alla grande. Ha, infatti, individuato questo paesino per farci dono di un risanamento ambientale di una ex cava di argilla delle dimensioni di  circa tre ettari.  Il pacco-dono consiste in 500  milioni di metri cubi ufficialmente di FOS e SOVVALLI provenienti dal CDR di Avellino che mal funziona e ha una produzione di qualità scadente. Ma come è possibile sversare 500 milioni di mq in tre ettari di terreno? In effetti nei primi giorni di dicembre è stato notificato dalla ditta incaricata della realizzaione della discarica ai proprietari dei terreni confinanti la cava (per un’estensione complessiva di 73 ettari) che entro 10 giorni saranno effettuati prelievi e analisi sulla composizione dei terreni. Fino a quando ha potuto la Campania ha  scaricato a Difesa Grande- Comune di Ariano Irpino  distante via aria pochi  chilometri da Savignano e dal nuovo sito, ma in un versante opposto. La chiusura di Difesa Grande è avvenuta dopo la mobilitazione popolare e con la promessa di non riaprirla. Ora, chiusa Difesa Grande, se ne apre una nuova a pochi Km di distanza: che beffa!!! Tale decisione è stata sostenuta dalla Provincia dopo che il Commissario Straordinario aveva già individuato il nuovo sito sul Formicoso presso Nusco.

Nella discarica di Difesa Grande tra il 1997 e il 1998 sono stati sversate tonnellate di rifiuti tossici provenienti anche dalle concerie di Solofra e da altre parti del Nord  Ovest d’Italia –Torino- ma venduti per materiali inerti. A questo proposito si può consultare l’allegato con il pietoso balletto delle analisi fatte da varie ASL.

 

I CONSIGLI COMUNALI di Savignano e paesini limitrofi alcuni dei quali ricadenti nella regione confinante Puglia fanno sapere che il sito prescelto :

? non è assolutamente classificabile come “ex-cava” in quanto da oltre 50 anni l’intera area, di tipo collinare degradante, ha avuto un naturale risanamento con vegetazione e coltre erbosa destinata perciò a pascolo; è un costone collinare con caratteristiche franose, attraversato dal torrente “Rifieto“ classificato fra le acque pubbliche adiacente il fiume Cervaro, e a ridosso (150 metri )del nucleo abitativo della frazione “ Ischia-Montaguto Scalo “;

? si trova nelle immediate adiacenze della linea ferroviaria BN-FG e sarà interessato sia dai lavori del doppio binario, sia dai lavori per l’eliminazione dei passaggi a livello;

? è sottoposto a vincolo idrogeologico e a vincolo da parte della Sovrintendenza ai Beni Ambientali perchè attraversato dal succitato torrente "“Rifieto “corso d’acqua ricompreso nell’elenco delle acque pubbliche;

? oltre ad essere situato ad una distanza così limitata dal fiume Cervaro, le cui acque vengono usate per irrigare gli orti dei paesi confinanti della Puglia, si trova a pochissima distanza dal torrente Lavella, quest’ultimo già interessato dai problemi connessi alla vicina Discarica di “DIFESA GRANDE”;

? è sottoposto a vincolo da parte dell Sovr. Ai Beni A.A.A. perchè attraversato da un corso d’acqua ricompreso nell’elenco delle acque pubbliche;

? è a confine con il territorio della Regione Puglia della Comunità Montana dei “Monti Dauni Meridionali” ove è stato licenziato un finanziamento per il tramite di un PIT di circa 100 milioni di €uro a favore di iniziative private collegate alla parte ambientale (turismo e agriturismo), inoltre rimane confinante con l’istituendo Parco Naturale dei Monti Dauni;

? è nelle immediate vicinanze della zona PIP di Montaguto Scalo;

? Si dovrebbe anche tener conto dell’impegno già precedentemente preso fra le AA.PP. di Avellino e Foggia ed i rispettivi Prefetti di non individuare siti di stoccaggio provenienti da rifiuti in prossimità dei confini provinciali e regionali;

? Il sito individuato è soggetto ad allagamenti a causa dei corsi d’acqua che l’attraversano.

Nei pressi di questa sedicente ex cava di argilla esiste una fornace di mattoni risalente alla fine dell’Ottocento (che adoperava l’argilla della vicina cava per farne appunto mattoni) utilizzati nel periodo fascista per la realizzazione delle case cantoniere del Tavoliere delle Puglie. Per la sua struttura si tratta di un’opera di interesse di archeologia industriale. Perché non farne un museo? Oppure un centro termale data la vicinanza della sorgente sulfurea?

L’unico vero risanamento auspicabile è quello di escludere completamente tutta la zona da ogni discarica di qualsiasi tipo solo così si eviterebbero ulteriori problemi socio-ambientali a scapito del territorio e delle popolazioni dell’intera zona della Valle del Cervaro e dei Monti Dauni, già fortemente penalizzati per la vicina Discarica di DIFESA GRANDE; e si eviterebbero ulteriori danni all’economia della zona, attualmente impegnata a farsi riconoscere prodotti tipici e di qualità provenienti proprio dall’area prescelta.

L’Amministrazione Provinciale di Avellino più volte interpellata per risolvere vari problemi tra i quali ad es. quello delle frane che da tempo interessa il cimitero è sempre stato assente ! E’ troppo comodo ricordarsi dei paesini posti ai confini della provincia solo per usarli come discariche di rifiuti altrui. Chi beneficia dell’immondizia che produce ne deve subire le conseguenze.

Si allega uno stralcio della Audizione del sostituto procuratore della Repubblica presso il tribunale di Ariano Irpino, Daniela Tognon. Seduta del 28/4/2004e reperibile sul sito internet

PRESIDENTE. La Commissione ha convenuto sull'opportunità di procedere oggi all'audizione del sostituto procuratore della Repubblica presso il tribunale di Ariano Irpino, Daniela Tognon, in merito agli aspetti inerenti ai profili di competenza della Commissione medesima, connessi all'attività del suo ufficio, con riferimento allo stato dei procedimenti giudiziari in materia di smaltimento illecito di rifiuti e, in particolare, in relazione alla vicenda della discarica di Difesa Grande di Ariano Irpino.

. DANIELA TOGNON, Sostituto procuratore della Repubblica presso il tribunale di Ariano Irpino. Mi sono occupata di quest'indagine da quando ho preso servizio ad Ariano Irpino, quindi, già nel 2001. In effetti, quando ho assunto le mie funzioni nel novembre 2001, ho trovato una molteplicità di fascicoli modello 45, ovvero quello per notizie non costituenti reato. Vi era una quantità innumerevole di fascicoli (circa 150) che da me sono stati visionati e riuniti. Quindi, si è proceduto all'iscrizione del primo fascicolo inerente a Difesa Grande, dove vi è questa discarica di prima categoria che è in funzione da una decina d'anni. Infatti, già precedentemente, negli anni passati, vi erano alcuni fascicoli penali, in particolare un fascicolo che adesso è al dibattimento per illeciti, però, di tipo urbanistico e non in materia di rifiuti. Invece, il profilo che ho iniziato a trattare (con un'indagine che ormai dura da due anni, con un'innumerevole quantità di consulenze tecniche delle quali alcune sono state già depositate e altre non ancora), si è poi sviluppato sotto aspetti di tipo diverso, più propriamente ambientali.

La notizia di reato iniziale, per cui ho poi riunito i fascicoli e ho provveduto all'iscrizione, era comunque un abuso di tipo edilizio. Infatti, la denuncia iniziale era quella della costruzione di un terzo invaso in questa discarica che, invece, già nel 2001 doveva essere una discarica in fase di chiusura, cioè in fase finale. Viceversa, ho verificato l'esistenza di questo illecito edilizio e della costruzione di un terzo invaso. Devo dire che, anche alla luce dell'esistenza di un vincolo archeologico che interessava l'area, questo terzo invaso non poteva essere assolutamente costruito. Verificato o meno se ci fosse stato questo terzo invaso, sono poi sorti problemi ambientali perché, in una situazione di emergenza che penso voi tutti conosciate molto meglio di me, è stato disposto con varie ordinanze il deposito di una innumerevole quantità di rifiuti (da ultimo, balle di CDR) in questa discarica che, effettivamente, è una discarica che invece è in fase finale e quindi deve essere solo messa in sicurezza e bonificata.

PRESIDENTE. Dottoressa, rispetto al presunto inquinamento a valle di un fiume, lei ha attivato iniziative? E, magari, le risultano avviate iniziative anche sulla legittimità del procedimento amministrativo sull'attivazione della discarica (quando nasce) e anche sulla correttezza della gestione?

DANIELA TOGNON, Sostituto procuratore della Repubblica presso il tribunale di Ariano Irpino. Della fase iniziale di apertura della discarica, il profilo è stato esaminato già nel primo procedimento di cui ho parlato e, allo stato, potrei dire che in fase iniziale non vi erano grandi problemi o profili amministrativi problematici. Erano più i profili urbanistici che davano problemi. Viceversa, il problema più grave per questa discarica è sicuramente il profilo ambientale. Poi, sulla legittimità delle ordinanze che sono state adottate in un determinato momento, faccio presente che è una fase un po' delicata dell'indagine. Non so se questi atti sono segretati oppure no.

PRESIDENTE. Quando lei lo ritiene, possiamo riunirci in seduta segreta.

DANIELA TOGNON, Sostituto procuratore della Repubblica presso il tribunale di Ariano Irpino. Diciamo che, dal punto di vista amministrativo, non vi erano grandi problemi. Solo su alcune ordinanze si è appuntato l'esame della procura, ma sono ancora al vaglio. Non sono state adottate decisioni in merito a determinate ordinanze. Viceversa, il profilo ambientale è quello di interesse maggiore, e sicuramente lo è l'inquinamento delle falde acquifere a valle e, in particolare, del fiume Lavello e dei terreni circostanti, che sono terreni agricoli, coltivati. Mi sono recata in alcune discariche e, proprio al limitare della discarica, ci sono questi terreni coltivati. Quindi, il problema è effettivamente cospicuo.

Sono state disposte due consulenze tecniche. Una prima consulenza richiedeva una verifica a quaranta giorni. L'abbiamo compiuta, e i quaranta giorni per il secondo controllo sono in scadenza. Questa è stata la prima consulenza originaria per verificare lo stato delle falde acquifere e del terreno circostante. Poi, negli ultimi giorni, è stata disposta una seconda consulenza perché, come ho detto, la discarica va messa in sicurezza, mentre allo stato non è stata messa in sicurezza né dai gestori della discarica né da altri organi preposti a ciò. Quindi, per le cospicue acque di dilavamento che si sono prodotte in questo periodo nella località di Ariano Irpino, si è prodotto il ruscellamento di queste acque di percolato (in discarica sussistono alcuni problemi di gestione). La notizia di reato che mi è pervenuta riguardava il fatto che queste acque di dilavamento venivano immesse direttamente nel fiume Lavello. Quindi, ovviamente, ho fatto eseguire dei prelievi sia dalla ASL che dal mio consulente. Questi prelievi sono ancora all'esame del consulente e le analisi non sono ancora pervenute. Ovviamente, se fosse accertato questo tipo di reato, che non è stato ancora accertato, si tratterebbe di un reato molto più grave rispetto ad una semplice irregolarità di gestione di cui all'articolo 51, comma 4, per violazione delle prescrizioni. Sarebbe un'ipotesi di reato punita ancor più gravemente, però siamo ancora in fase di indagini. Allo stato questo non è stato verificato.

Mi pare che mi fosse stata posta un'altra domanda.

PRESIDENTE. L'altra domanda verteva sulle autorizzazioni in fase iniziale per la discarica.

DANIELA TOGNON, Sostituto procuratore della Repubblica presso il tribunale di Ariano Irpino. Allo stato attuale, in fase iniziale, vi sono i problemi per cui già si è al dibattimento (in questo processo mi sono inserita in una fase successiva).

PRESIDENTE. Lei ha individuato un'eventuale distonia tra i vari soggetti che hanno compiuto le analisi? Inoltre, quali sono i soggetti che hanno effettuato le analisi? Dottoressa, non le voglio rubare il mestiere. In Campania, questa vicenda delle analisi «ballerine» è stata registrata già in riferimento ad altre vicende. Quindi, crediamo sia utile capire, anche al fine di comprendere il funzionamento degli organi deputati a questo. In modo particolare, mi riferisco all'Arpa della Campania e alle ASL. Insomma, crediamo sia utile capire l'operatività effettiva.

DANIELA TOGNON, Sostituto procuratore della Repubblica presso il tribunale di Ariano Irpino. Quello che posso dire, al di fuori del segreto istruttorio, è che, sicuramente per una certa fase, per una lunga fase, le analisi sulla discarica di Difesa Grande erano più limpide di quelle dell'acqua naturale che beviamo!!!!!!!!!!!!!!!!!!. Da un certo punto in poi, invece, queste analisi si attestarono su parametri di inquinamento abbastanza rilevanti. Quindi, c'è stata una svolta abbastanza netta da un certo momento in poi.

PRESIDENTE. Dottoressa, questo ha coinciso con le analisi compiute da altro ente?

DANIELA TOGNON, Sostituto procuratore della Repubblica presso il tribunale di Ariano Irpino. In materia di ambiente e in materia di rifiuti, gli enti che si occupano di analisi nel territorio di Avellino hanno anche carenze di dotazioni e di organico. Perciò, anche per un maggiore tecnicismo, la procura ha preferito avvalersi molto dei consulenti tecnici in aggiunta alla struttura tradizionale che è l'ASL, ovviamente attraverso l'Arpac.

Rispetto alla sua domanda le rispondo: più o meno, sì, quando c'è stato un notevole interesse. Però, non so, non posso dire. Comunque, da un certo punto in poi, c'è stata questa netta inversione di tendenza rispetto alle analisi iniziali (naturalmente, quando parlo di analisi iniziali parlo delle analisi da due anni a questa parte, cioè da quando ho preso in carico l'indagine).

Per un lungo periodo, tutto è andato sempre bene; poi, negli ultimi tempi, la situazione comunque si è aggravata e queste analisi sono cambiate. E comunque c'è sempre un contrasto.

Ogni giorno arriva sul mio tavolo una quantità innumerevole di carte riguardanti Difesa Grande. Da ultimo, c'era un problema di classificazione del percolato, secondo il codice Cer, come rifiuto speciale pericoloso o come rifiuto speciale non pericoloso. E io ho davanti i due fogli di due Arpac di regioni diverse che mi dicono l'uno l'esatto contrario dell'altro. Dovrò verificare.

PRESIDENTE. Una delle due regioni è la Campania?

DANIELA TOGNON, Sostituto procuratore della Repubblica presso il tribunale di Ariano Irpino. Sì, una delle due regioni è la Campania e l'altra è un'altra regione che mi è stata trasmessa di iniziativa, perché non avevo fatto io la richiesta di questa analisi e di questo prelievo.

PRESIDENTE. La Lombardia?

DANIELA TOGNON, Sostituto procuratore della Repubblica presso il tribunale di Ariano Irpino. No.

PRESIDENTE. Abbiamo già registrato questa cosa sulle ecoballe.

Prego, senatore Sodano. Mi pare che lei abbia già fatto attività di indagine e di sindacato ispettivo.

TOMMASO SODANO. Non so se ha già risposto ad alcune domande. Chiedo scusa per il ritardo.

 

 

 

 

Insisterei su questo aspetto: c'è una serie di interrogazioni, di esposti alla procura di Ariano che riguardano la relazione fatta all'ASL Avellino 1 nel gennaio 2001 e poi nel 2002, in cui si chiedeva al comune di Ariano di intervenire, ai sensi del decreto legislativo del 5 febbraio 1997, n. 22.

Davanti alle inadempienze del comune c'è stato questo esposto alla procura e, dalle notizie in mio possesso, sembra che la procura non abbia agito, all'epoca dei fatti (2001 e 2002), tant'è che l'ASL Avellino 1 avrebbe chiesto l'intervento sostitutivo della provincia di Avellino per la messa in sicurezza e per il ripristino ambientale della discarica, anche perché, oltre alle questioni che riguardano il percolato e quindi l'inquinamento dei suoli, ci sarebbe (e questo è uno degli altri motivi che abbiamo ascoltato anche in altre audizioni) l'inquinamento del torrente Cervaro...

DANIELA TOGNON, Sostituto procuratore della Repubblica presso il tribunale di Ariano Irpino. Sì, Lavello e Cervaro.

TOMMASO SODANO. ...Ciò risulterebbe sempre da questa relazione dell'ASL e sarebbe in parte contraddetto dalla relazione Arpac, o meglio, l'Arpac dice due cose diverse in due momenti diversi, a distanza di pochi giorni. Quindi, vorrei capire, su questo filone, se in questi ultimi due anni - dopo queste inadempienze degli anni 2001 e 2002 - c'è stata una ripresa da parte della procura per la parte di sua competenza.

DANIELA TOGNON, Sostituto procuratore della Repubblica presso il tribunale di Ariano Irpino. Non credo di aver bene afferrato, in ogni caso i contrasti ci sono, come ho detto, all'interno della stessa Arpac, tra Arpac di regioni diverse, per non parlare dei contrasti esistenti tra ASL e Arpac, nel senso che anche lì vi è una situazione complessa. La stessa ASL si contraddice: un momento dice una cosa e il momento dopo ne dice una immediatamente contrastante. Quindi, ci sono problemi sul territorio per i quali, come ho già detto, non è necessariamente ravvisabile il dolo. È un aspetto che valuterò quando si chiuderà questo procedimento. Comunque, tali problemi potrebbero essere determinati anche da una disfunzione di organico e di tecniche.

Per quanto riguarda il mancato intervento della procura, non capisco a che cosa il senatore si riferisca. Infatti, il potere di messa in sicurezza spetta al sindaco, quindi, nel caso in cui vi sia una inadempienza del sindaco, sono altri gli organi deputati a sostituirlo, non certo la procura. Cioè, io non posso fare la messa in sicurezza della discarica. Le dico questo perché è ciò che mi viene normalmente richiesto dai manifestanti, che ogni giorno sono nel mio ufficio, anche loro, unitamente alle carte (cioè, loro spingono perché io faccia la messa in sicurezza). Ho cercato di spiegare loro in vario modo che nella procura di Ariano Irpino c'è il procuratore e poi ci sono io che mi occupo di questo fascicolo, che è un fascicolo molto voluminoso, unitamente agli altri millecinquecento. Non ho le competenze tecniche né la possibilità, come organo investigativo, di procedere ad una messa in sicurezza.

I sequestri che ho disposto sono stati due: uno è stato annullato dal tribunale del riesame di Avellino e poi la procura ha presentato ricorso in Cassazione avverso quel provvedimento (era un sequestro di tipo probatorio), l'altro è dei giorni scorsi (anch'esso sequestro di tipo probatorio).

TOMMASO SODANO. La mia domanda era se vi fosse un provvedimento nei confronti di organi inadempienti, il comune o altro.

DANIELA TOGNON, Sostituto procuratore della Repubblica presso il tribunale di Ariano Irpino. Questo profilo è sicuramente all'attenzione della procura. Provvedimenti in questo senso non sono stati adottati, perché il procedimento non è chiuso, cioè non ho ritenuto opportuno chiudere il procedimento e fare uno stralcio per alcuna posizione, perché è un

 

 

 

procedimento in fase di indagine che va valutato nel suo complesso.

PRESIDENTE. Prego, collega Savo.

BENITO SAVO. Gentile dottoressa, la ringrazio del suo intervento. Ha fatto delle affermazioni molto importanti su cui si potrebbe fare qualche approfondimento. In una discarica gestita normalmente, il percolato, nonostante le alluvioni, non dovrebbe debordare. Ha detto che nella stessa sede erano presenti delle balle di CDR.

DANIELA TOGNON, Sostituto procuratore della Repubblica presso il tribunale di Ariano Irpino. Sì.

BENITO SAVO. Ad Ariano Irpino non esistono i termocombustori che dopo questa prima lavorazione utilizzano questo prodotto. A suo parere, lei si sente affiancata in un modo necessario, sufficiente, come organo inquirente, da parte delle ASL del luogo, oppure da altri organi tecnici, nei suoi accertamenti?

Infatti, se dice che talvolta l'acqua prelevata è più limpida di quella potabile, e altre volte dice che esistono altri risultati completamente opposti, qualcosa a disposizione della magistratura inquirente non deve funzionare. Che ne pensa?

DANIELA TOGNON, Sostituto procuratore della Repubblica presso il tribunale di Ariano Irpino. La prima questione riguarda il CDR. Il CDR è stato depositato nella discarica di Difesa Grande ed è stato l'oggetto del mio primo sequestro (era un CDR che proveniva dalla Fib di Napoli). Infatti, veniva realizzato a Napoli, poi depositato nei siti di stoccaggio e riversato in questa discarica, come balle di CDR.

Ho avuto la notizia di reato per cui queste balle erano riversate come rifiuti tal quali, insomma è stato un profilo di indagine che ho dovuto approfondire. Allo stato, quelle balle di CDR, nel rispetto dell'ordinanza commissariale, sono state riversate nella discarica di Difesa Grande. L'esistenza dei termovalorizzatori è problema che riguarda Napoli. Allo stato, non sono stati ancora realizzati nemmeno a Napoli, figuriamoci ad Ariano Irpino! Non ci pensano proprio.

Per quanto riguarda gli organi di ausilio, ho detto già che mi sono avvalsa di consulenti perché effettivamente la procura di Ariano è una procura molto piccola che si trova a gestire un'indagine molto complessa. Non so se avete avuto modo di verificare come sia stata gestita la situazione a Napoli: c'è un pool di magistrati che dispone di forze dell'ordine e organi tecnici di struttura completamente diversa rispetto a quella di cui posso usufruire io. È tutto molto più complesso, perché - l'ho già precisato prima - queste indagini non erano contrastanti nello stesso momento, cioè sono state in un certo modo fino a un certo punto, e poi c'è stata un'inversione di tendenza. La procura dovrà verificare se queste inadempienze sono state determinate dalla insufficienza dei mezzi e degli uomini. Del resto, non c'è una specializzazione nel campo dei rifiuti, come a Napoli, dove c'è l'Arpac che si occupa specificamente di rifiuti. Con riferimento alla ASL, so, perché ho visto come sono stati fatti i prelievi, che le strutture sono assolutamente non adeguate. Se, poi, in questo ci sia un profilo di responsabilità di tipo penale, è mio compito accertarlo. Verrà fatto una stralcio e verrà accertato. Questo è un problema.

Ho rivolto sollecitazioni a Napoli, anche tramite il procuratore, in riferimento a questo problema. Infatti, mentre conducevo la mia indagine ad Ariano, mi sono messa in collegamento, anche attraverso degli incontri di studio, informalmente, con altre procure, come quella di Santa Maria, o quella di Napoli. Conosco i colleghi che stanno conducendo le indagini, e ci siamo incontrati varie volte. Mi sono resa conto (e anche loro si sono resi conto) che, in riferimento alle strutture che io avevo, ai mezzi che io avevo, anche alla mia forza lavoro (sono sola e seguo un'indagine che è molto pesante da gestire da sola), vi era una sperequazione di forze.

 

 

 

Però è inutile lamentarsi perché non credo che nessuno mi metterà mai a disposizione le forze di cui avrei bisogno.

PRESIDENTE. Dottoressa, ha disposto analisi - questo è un profilo che ci interessa - sul CDR, sulla qualità del CDR, e ci può illustrare i risultati di tali analisi? E, poi, nelle varie analisi è risultata la presenza di cromo, metalli pesanti e altro che in qualche modo facciano ipotizzare che lì non si tratti solo di RSU, ma sia accaduto dell'altro?

DANIELA TOGNON, Sostituto procuratore della Repubblica presso il tribunale di Ariano Irpino. Sono due aspetti diversi. Sulla prima domanda, ho fatto compiere analisi sul CDR, quando ho disposto quel sequestro probatorio, e ho avuto anche la consulenza. Però, sui risultati di queste indagini è stata depositata la consulenza con conclusioni un po' delicate e quindi, magari, preferirei parlarne successivamente.

PRESIDENTE. Successivamente, ci farà pervenire copia della perizia tecnica?

DANIELA TOGNON, Sostituto procuratore della Repubblica presso il tribunale di Ariano Irpino. Certo.

PRESIDENTE. Chi ha eseguito la perizia?

DANIELA TOGNON, Sostituto procuratore della Repubblica presso il tribunale di Ariano Irpino. I miei consulenti. Sono due consulenti di Roma. Devo dire i nomi?

PRESIDENTE. No.

Quale struttura di laboratorio le ha sviluppate?

DANIELA TOGNON, Sostituto procuratore della Repubblica presso il tribunale di Ariano Irpino. Si avvalgono di un laboratorio di Roma, privato.

PRESIDENTE. Non appena è nelle condizioni di mandarci i risultati di questi esami, potrebbe fornirli alla Commissione? Infatti, ci interessa moltissimo averli.

DANIELA TOGNON, Sostituto procuratore della Repubblica presso il tribunale di Ariano Irpino. Sì.

TOMMASO SODANO. Ci interessa anche la metodica utilizzata e la comparazione con altre analisi.

DANIELA TOGNON, Sostituto procuratore della Repubblica presso il tribunale di Ariano Irpino. Va bene, non c'è problema per questo.

La presenza dei rifiuti sversati in discarica, poi, è un altro aspetto molto importante che è complicato accertare, trattandosi di una discarica stratificata. Come vi ho detto, è una discarica che è in funzione da dieci anni, che io seguo da due anni, e quindi è stato molto complesso fare questa attività di analisi dei rifiuti contenuti al suo interno. Questa indagine è stata compiuta anche perché erano pervenute altre notizie allarmanti come la dispersione di rifiuti come i fanghi provenienti dal Codiso di Solofra. Quest'aspetto è stato oggetto di attenzione, ma la relativa consulenza non mi è stata ancora depositata.

PRESIDENTE. Amianto?

DANIELA TOGNON, Sostituto procuratore della Repubblica presso il tribunale di Ariano Irpino. Per fortuna, ancora non ne abbiamo avuto notizia. No, non mi risulta l'amianto.

PRESIDENTE. Prego, senatore Michelini.

RENZO MICHELINI. Vorrei sapere se su questa vicenda sono state fatte delle ipotesi di reato, se conseguentemente sono stati emessi degli avvisi e, in dipendenza di questo, per quale tipo di reato.

DANIELA TOGNON, Sostituto procuratore della Repubblica presso il tribunale di Ariano Irpino. No, allo stato, risultano

 

 

 

iscritte ipotesi di reato; però, ancora non sono stati fatti avvisi di garanzia. Come dicevo prima, preferivo avere una visione complessiva della situazione e poi procedere unitariamente senza procedere a stralci nell'ambito del fascicolo, fermo restando che spero - non lo voglio dire perché ormai non ci credo più neanche io perché purtroppo gli eventi si susseguono, e mentre io ho risolto un aspetto, c'è un nuovo evento - comunque in maniera ottimistica, di concludere almeno la parte centrale di questo fascicolo, che è quella che riguarda l'ambiente, prima dell'estate. In quella occasione, su alcuni aspetti, come per esempio su quello relativo alle eventuali responsabilità, se ce ne sono, di organi amministrativi deputati alle analisi o nell'emanazione delle varie ordinanze, verrà fatto uno stralcio; però, almeno il blocco centrale del procedimento vorrei concluderlo in prossimità dell'estate.

PRESIDENTE. Prego, onorevole Sodano.

TOMMASO SODANO. Mi scusi, dottoressa, se insisto sulla vicenda dei fanghi provenienti dal Codiso di Solofra. Ciò sarebbe avvenuto, anzi è accertato, tra il 1997 e il 1998.

DANIELA TOGNON, Sostituto procuratore della Repubblica presso il tribunale di Ariano Irpino. Questo è il problema.

TOMMASO SODANO. Se non sono errati i dati che sono in mio possesso, sono state scaricate 30 mila tonnellate di fanghi di Solofra che, come diceva il presidente, sono ricchi di metalli pesanti dato il tipo di lavorazioni da cui derivano.

Parliamo di un'epoca di 7 o 8 anni fa e poi vi è stata una montagna di rifiuti che è stata scaricata sopra. Quindi bisognerebbe fare un carotaggio con mezzi molto sofisticati.

DANIELA TOGNON, Sostituto procuratore della Repubblica presso il tribunale di Ariano Irpino. Esatto. Comunque questo è stato disposto.

TOMMASO SODANO. La cosa curiosa è che la ASL all'epoca diceva che quel tipo di rifiuti non poteva essere smaltito a Difesa Grande. Come si fa a non intervenire su un reato che è certo del 1997 e del 1998? Quindi non siamo davanti ad una ipotesi di reato, ma siamo davanti a un reato perché si smaltiva in una discarica un rifiuto altamente tossico e nocivo.

PRESIDENTE. Secondo la classificazione di allora era tossico-nocivo.

TOMMASO SODANO. Dunque, occorre capire se non sia il caso di cominciare a individuare delle responsabilità oggettive e soggettive.

DANIELA TOGNON, Sostituto procuratore della Repubblica presso il tribunale di Ariano Irpino. Questo l'ho già detto in fase iniziale. Quando sono entrata nelle funzioni nel dicembre 2001, ho trovato un fascicolo a dibattimento del 1998 per reati di tipo edilizio e, comunque, per reati inerenti alla fase iniziale di autorizzazione della discarica. Poi ho trovato una grande quantità di fascicoli modello 45, circa 150. Quindi, non posso dire, non so. Mi dispiace.

TOMMASO SODANO. Mi dispiace insistere...

PRESIDENTE. Mi scusi, senatore, intervengo solo per dire che lei mi insegna come le sollecitazioni su questo fronte non sono caratteristica del Parlamento. Piuttosto, occorre comprendere le ragioni, come ho compreso, offrendole ovviamente alla valutazione di tutta la Commissione, della necessità di una valutazione unitaria. È questa la sua idea?

DANIELA TOGNON, Sostituto procuratore della Repubblica presso il tribunale di Ariano Irpino. Sì. In merito alla sollecitazione del senatore Sodano - che ho capito benissimo - non ricordo in quale di questi fascicoli (perché ho letto tutti i 150 fascicoli) vi fosse questa notizia dei fanghi di Solofra, che poi è confluita nell'indagine

 

 

 

principale, però vi sono degli appunti che lei conosce - se mio marito lo sapesse, sarebbe geloso del professor Maraia che mi scrive tutti i giorni a penna - ...

TOMMASO SODANO. Scrive anche a me...

DANIELA TOGNON, Sostituto procuratore della Repubblica presso il tribunale di Ariano Irpino. Però io non so in che data questa notizia sia pervenuta e non ricordo delle analisi delle ASL. Ricordo solo - ora vado a memoria perché, tra parentesi, non ho potuto neanche portare il fascicolo - questa segnalazione a penna di Maraia di questi fanghi e ricordo anche che c'è un fascicolo ad Avellino su questa questione dei fanghi di Solofra, che è stato definito, ma non mi sembra che ci fossero delle analisi dell'ASL sui fanghi di Solofra, però mi posso sbagliare.

PRESIDENTE. Il senatore Sodano non riferisce di analisi, ma di una valutazione dell'ASL che diceva che a Difesa Grande non potevano essere smaltiti questi fanghi.

DANIELA TOGNON, Sostituto procuratore della Repubblica presso il tribunale di Ariano Irpino. Certo, non potevano essere smaltiti (Commenti del senatore Sodano).

PRESIDENTE. Bene. Non ricordo la risposta sui metalli pesanti.

DANIELA TOGNON, Sostituto procuratore della Repubblica presso il tribunale di Ariano Irpino. Fa parte di questa stessa consulenza sui fanghi.

PRESIDENTE. Dunque siamo in attesa. E i tempi quali saranno? Che ne pensa? Prima dell'estate?

DANIELA TOGNON, Sostituto procuratore della Repubblica presso il tribunale di Ariano Irpino. Lo spero.

PRESIDENTE. Abbiamo anche noi piacere, come il professor Maraia, di tenerci in collegamento. Prego, onorevole Savo.

BENITO SAVO. Dottoressa, tornando un po' sul tema precedente, concludendo le risposte nei miei confronti, quando le chiedevo della disponibilità, dei mezzi adeguati e sufficienti per espletare il suo mandato, ha fatto un'affermazione quasi di sfiducia circa la possibilità che si verifichi un fatto reale: che anche nel Sud ci possano essere apparecchiature, mezzi e uomini qualificati per le necessità ai fini anche di giustizia, ma di giustizia al servizio della salute.

Quale suggerimento può dare a noi, e presso quali organi competenti è il caso di ricorrere, da parte nostra, affinché possano dotare anche la vostra procura dei mezzi necessari, sufficienti ed efficaci anche a salvaguardare la salute?

DANIELA TOGNON, Sostituto procuratore della Repubblica presso il tribunale di Ariano Irpino. Quello di cui avrei avuto bisogno, e che mi è mancato molto, è stata una squadra. Ho dovuto gestire io le fila di queste situazioni complesse dell'Arpac, dell'ASL, del Noe. Anche con il Noe ho avuto problemi, perché il Noe che ha seguito l'indagine in una prima fase è stato quello di Napoli. Ad un certo punto dell'indagine, la competenza dell'indagine è cambiata ed è stata seguita dal Noe di Salerno, che non sapeva niente di un fascicolo incardinato.

PRESIDENTE. Infatti, è nato il Noe a Salerno, perché si è triplicata la presenza del Noe in Campania, da Napoli a Salerno.

DANIELA TOGNON, Sostituto procuratore della Repubblica presso il tribunale di Ariano Irpino. Quando c'è un grande problema ambientale come quello di Difesa Grande andrebbero create delle strutture interforze, cioè andrebbe creata una piccola struttura, senza grande dispendio di uomini: uno dell'Arpac, uno dell'ASL, uno del Noe che possano seguire ogni giorno la procura nella sua azione. Invece, così non è stato.

PRESIDENTE. Prego, senatore Agoni.

 

 

 

 

SERGIO AGONI. Vorrei fare alla dottoressa tutti i miei auguri per il suo lavoro. Sicuramente, queste cose non succedono a caso, purtroppo. Volevo chiederle: sulla scorta delle dichiarazioni che lei ha fatto, di chi ci si può fidare per le analisi di cui ha bisogno? Se ne ha bisogno, in Lombardia ci sono ottimi laboratori.

DANIELA TOGNON, Sostituto procuratore della Repubblica presso il tribunale di Ariano Irpino. Non posso dire l'autore (se uno fa questo lavoro, le intimidazioni non sortiscono molto effetto), ma quando mi sono avvalsa di un'altra Arpa per una questione specifica, perché c'era bisogno di un maggiore approfondimento e io sapevo con certezza che quell'Arpa non aveva quella strumentazione che a me serviva, mi è stato detto che non dovevo permettermi di avvalermi di un'altra Azienda, perché dovevo rispettare le regioni. Quindi, figuriamoci se fossi andata in Lombardia! Mi avrebbero «impiccata»!

PRESIDENTE. Vorrei però rassicurare il senatore Agoni che un'importante procura della Campania si è avvalsa dell'Arpa Lombardia.

SERGIO AGONI. Lo so, l'ho letto.

PRESIDENTE. Ed ha avuto risultati opposti a quelli dell'Arpa Campania, rispetto alla valutazione del CDR, tant'è che la Commissione ha assunto l'impegno di fare una valutazione terza che ci consenta di capire.

SERGIO AGONI. Ben vengano queste valutazioni terze e quarte!

PRESIDENTE. Certo. Prego, senatore Michelini.

RENZO MICHELINI. Proprio per tranquillizzare, prendiamo atto che normalmente gli analisti non trovano ciò che c'è dentro una sostanza o in una materia, ma solo e soltanto quello che vanno a ricercare.

PRESIDENTE. Sì, nel senso che talvolta non è un falso, ma un'omissione.

RENZO MICHELINI. È lo stesso, ad esempio, che lei dica che un'analisi dice che certe sostanze sono pericolose o no. È tutto un problema di concentrazione. Allora, naturalmente, dipende tutto dal sistema di misurazione. Non è evidentemente una questione che riguarda la natura o la sostanza.

PRESIDENTE. Ringrazio la dottoressa Tognon per la sua squisita disponibilità a partecipare ai lavori della Commissione e per essere stata così cortese con noi, anche rispetto alle tante sollecitazioni che ci siamo permessi di offrire.

Questa affrontata oggi è una di quelle vicende su cui ritorneremo. Ovviamente, mi permetto, con il garbo che si deve a chi lavora al fronte su questa materia, di chiederle di fornire alla nostra Commissione, secondo le sue responsabilità e qualora lo ritenga opportuno, tutto il materiale che dovesse ritenere possa essere utile per delineare un quadro di insieme. Come avrà compreso, a noi non interessa il responsabile: questo è tema tutto suo. A noi interessa capire come abbiano funzionato i sistemi, se ci siano balletti di responsabilità, che cosa non abbia funzionato e, infine, come costruire - questo è il nostro compito, alla luce di ciò che comprendiamo - un modello che, viceversa, possa funzionare.

La ringraziamo, anche per il lavoro che ha svolto in condizioni particolarmente difficili e che - mi consenta la battuta - mi risulta che nelle prossime settimane saranno ancora più difficili, perché è ancora più sola.

DANIELA TOGNON, Sostituto procuratore della Repubblica presso il tribunale di Ariano Irpino. Esattamente.

PRESIDENTE. Buon lavoro.