Lettera inviata al Ministero
dell'Ambiente
Milioni di metri cubi di Immondizia su un presepe degli Appennini
Savignano
Irpino è un comune della Campania situato al confine con la Puglia (kmq 38,21;
m. 718 s.l.m.; prov. AVELLINO).Fa parte della Comunità Montana
dell'Ufita, che ha sede in Ariano Irpino (sede della discarica Difesa Grande chiusa agli inizi di quest’anno dopo anni di lotte
perché esaurita e satura di rifiuti tossici), ed appartiene alla zona
denominata "Alta Valle del Cervaro" (torrente che ne attraversa il
territorio).Ha una popolazione di circa 1200 abitanti che ragiungono i 4000
durante l’estate grazie alle sue caratteristiche ambientali che la rendono
località di interesse storico e soggiorno climatico. Ha
un’economia basata solo ed esclusivamente sull'agricoltura e pastorizia: è uno
dei pochi villaggi rurali ancora esistenti in Europa che può offrire la
possibilità di organizzare dei campo-scuola per
bambini di città. Tra i tanti prodoti alimenatri locali si
posono ricordare l’ottimo pane, impastato con farina saraolla, e il suo
caciocavallo.
Il centro storico è situato dove
un tempo sorgeva il Castello Medievale,
risalente al periodo di Carlo D'Angiò, restaurato negli anni Novanta, e
comprende monumenti quali il Palazzo Orsini ( sede del Municipio) e la Chiesa
Madre di S. Nicola Vescovo del 1300. Conserva ancora importanti testimonianze
storiche e presenze archeologiche. I primi insediamenti, come attestano alcuni
reperti archeologici rinvenuti sul posto, risalgono quasi sicuramente alla era paleolitica.
Diversi gruppi etnici si sono
succeduti nella zona tra cui: gli Umbro-Sabelli, gli Entri gli Osci e gli
Irpini, questi ultimi di origine Sannita. I primi
segni di vita sociale, si hanno intorno al VII-VIII secolo d.c. quando fu
costruito il castello, denominato "CASTRUM SABINIANUM" che diede
quindi nome al paese.
Con il castello nasce un luogo
fortificato, al cui in-terno si sviluppa un piccolo borgo.
Da alcuni documenti risalenti al
XII sec. risulta che in epoca medievale, il territorio
di Savignano era diviso in due paesi, un casale ed una frazione inoltre
formava, insieme con Greci e Ferrara, una sola Baronia.
Nel paesino è anche presente,
grazie a una donazione, una piccola casa di riposo per
anziani indigenti che provengono da tutta la provincia di Avellino. Essa è finanziata
in parte dal Comune di Savignano.
In passato
Napoli ci ha confinato più di un camorrista.
Con Savignano la Provincia e la
Regione hanno già risolto più di qualche problema e ora vorrebbe
risolvere quello dell’Immondizia!
Savignano solo con le sue
forze stava provando a diventare un
paesino turistico in quanto sul suo territorio
sono presenti:
? Un BOSCO
? Un LAGHETTO denominato Aguglia di 400 mq.
dove si possono pescare carpe e alborelle;
? Una SORGENTE d'acqua SULFUREA fredda,
denominata Rifieto in località chiamata ISCHIA. Oltre al danno la beffa: proprio
questa località è stata individuata dalla provincia di Avellino
per farne una discarica di rifiuti dalla composizone incerta, poichè nelle zone
di provenienza non viene effettuata raccolta differenziata e gli impianti di
CDR sono obsolete; rifiuti respinti anche dalla Germania per tali motivazioni.
? Discreta quantità di animali
selvaggi quali lupi, cinghiali, lepri, quaglie e volpi (Napoli viene a caccia
in queste zone).
Savignano fa da sempre la
raccolta differenziata in quanto la quasi totalità delle
abitazioni è dotata di caminetto e ogni famiglia possiede animali da cortile. Entrambi
contribuiscono seriamente allo smaltimento dei rifiuti. Anche il vetro non si butta e viene riutilizzato per le conserve.
Il problema rifiuti era stato posto al paese già nel 1994 quando, con Ordinanza
del Commissario per l’Emergenza Rifiuti n. 00515 DIS del 30/03/94, sempre il
Comune di Savignano Irpino ha dovuto subire la requisizione della propria
discarica comunale (una delle poche a norna) per lo sversamento di rifiuti di altri Comuni della Provincia di Avellino. Questa
la ricompensa per la nostra vera raccolta differenziata!
L’AMMINISTRAZIONE PROVINCIALE
di Avellino
però questa volta ci riprova alla grande. Ha, infatti, individuato questo
paesino per farci dono di un risanamento ambientale di una ex
cava di argilla delle dimensioni di
circa tre ettari. Il pacco-dono
consiste in 500 milioni di metri cubi
ufficialmente di FOS e SOVVALLI provenienti dal CDR di Avellino
che mal funziona e ha una produzione di qualità scadente. Ma come
è possibile sversare 500 milioni di mq in tre ettari di terreno? In effetti nei primi giorni di dicembre è stato notificato
dalla ditta incaricata della realizzaione della discarica ai proprietari dei
terreni confinanti la cava (per un’estensione complessiva di 73 ettari) che
entro 10 giorni saranno effettuati prelievi e analisi sulla composizione dei
terreni. Fino a quando ha potuto la Campania ha
scaricato a Difesa Grande- Comune di Ariano
Irpino distante via aria pochi chilometri da Savignano e dal nuovo sito, ma
in un versante opposto. La chiusura di Difesa Grande è avvenuta dopo la
mobilitazione popolare e con la promessa di non riaprirla. Ora, chiusa Difesa
Grande, se ne apre una nuova a pochi Km di distanza: che
beffa!!! Tale decisione è stata sostenuta dalla Provincia dopo che il
Commissario Straordinario aveva già individuato il nuovo sito sul Formicoso
presso Nusco.
Nella discarica di Difesa Grande
tra il 1997 e il 1998 sono stati sversate tonnellate
di rifiuti tossici provenienti anche dalle concerie di Solofra e da altre parti
del Nord Ovest d’Italia –Torino- ma
venduti per materiali inerti. A questo proposito si può consultare l’allegato
con il pietoso balletto delle analisi fatte da varie ASL.
I CONSIGLI COMUNALI di Savignano
e paesini limitrofi alcuni dei quali ricadenti nella regione confinante Puglia
fanno sapere che il sito prescelto :
? non è assolutamente
classificabile come “ex-cava” in quanto da oltre 50
anni l’intera area, di tipo collinare degradante, ha avuto un naturale
risanamento con vegetazione e coltre erbosa destinata perciò a pascolo; è un
costone collinare con caratteristiche franose, attraversato dal torrente “Rifieto“
classificato fra le acque pubbliche adiacente il fiume Cervaro, e a ridosso (150
metri )del nucleo abitativo della frazione “ Ischia-Montaguto Scalo “;
? si trova nelle immediate
adiacenze della linea ferroviaria BN-FG e sarà interessato
sia dai lavori del doppio binario, sia dai lavori per l’eliminazione dei
passaggi a livello;
? è sottoposto a vincolo
idrogeologico e a vincolo da parte della Sovrintendenza ai Beni Ambientali
perchè attraversato dal succitato torrente "“Rifieto “corso d’acqua
ricompreso nell’elenco delle acque pubbliche;
? oltre ad essere situato ad una
distanza così limitata dal fiume Cervaro, le cui acque vengono
usate per irrigare gli orti dei paesi confinanti della Puglia, si trova a
pochissima distanza dal torrente Lavella, quest’ultimo già interessato dai
problemi connessi alla vicina Discarica di “DIFESA GRANDE”;
? è sottoposto a vincolo da parte
dell Sovr. Ai Beni A.A.A. perchè attraversato da un corso d’acqua
ricompreso nell’elenco delle acque pubbliche;
? è a confine con il territorio
della Regione Puglia della Comunità Montana dei “Monti Dauni Meridionali” ove è
stato licenziato un finanziamento per il tramite di un PIT di circa 100 milioni
di €uro a favore di iniziative private collegate alla
parte ambientale (turismo e agriturismo), inoltre rimane confinante con l’istituendo
Parco Naturale dei Monti Dauni;
? è nelle immediate vicinanze
della zona PIP di Montaguto Scalo;
? Si dovrebbe anche tener conto
dell’impegno già precedentemente preso fra le AA.PP. di Avellino e Foggia ed i rispettivi Prefetti di non
individuare siti di stoccaggio provenienti da rifiuti in prossimità dei confini
provinciali e regionali;
? Il sito individuato è soggetto
ad allagamenti a causa dei corsi d’acqua che l’attraversano.
Nei pressi di questa sedicente ex
cava di argilla esiste una fornace di mattoni
risalente alla fine dell’Ottocento (che adoperava l’argilla della vicina cava
per farne appunto mattoni) utilizzati nel periodo fascista per la realizzazione
delle case cantoniere del Tavoliere delle Puglie. Per la sua struttura si
tratta di un’opera di interesse di archeologia
industriale. Perché non farne un museo? Oppure un
centro termale data la vicinanza della sorgente
sulfurea?
L’unico vero risanamento
auspicabile è quello di escludere completamente tutta la zona da ogni discarica
di qualsiasi tipo solo così si eviterebbero ulteriori
problemi socio-ambientali a scapito del territorio e delle popolazioni dell’intera
zona della Valle del Cervaro e dei Monti Dauni, già fortemente penalizzati per
la vicina Discarica di DIFESA GRANDE; e si eviterebbero ulteriori danni all’economia
della zona, attualmente impegnata a farsi riconoscere prodotti tipici e di
qualità provenienti proprio dall’area prescelta.
L’Amministrazione Provinciale di Avellino più volte interpellata per risolvere vari
problemi tra i quali ad es. quello delle frane che da tempo interessa il
cimitero è sempre stato assente ! E’ troppo comodo ricordarsi dei paesini posti
ai confini della provincia solo per usarli come discariche di rifiuti altrui. Chi
beneficia dell’immondizia che produce ne deve subire le conseguenze.
Si allega uno stralcio della Audizione del sostituto procuratore della Repubblica
presso il tribunale di Ariano Irpino, Daniela Tognon. Seduta del 28/4/2004e
reperibile sul sito internet
PRESIDENTE. La Commissione ha
convenuto sull'opportunità di procedere oggi all'audizione del sostituto
procuratore della Repubblica presso il tribunale di Ariano
Irpino, Daniela Tognon, in merito agli aspetti inerenti ai profili di
competenza della Commissione medesima, connessi all'attività del suo ufficio,
con riferimento allo stato dei procedimenti giudiziari in materia di
smaltimento illecito di rifiuti e, in particolare, in relazione alla vicenda
della discarica di Difesa Grande di Ariano Irpino.
. DANIELA TOGNON, Sostituto
procuratore della Repubblica presso il tribunale di Ariano
Irpino. Mi sono occupata di quest'indagine da quando ho preso servizio ad
Ariano Irpino, quindi, già nel 2001. In effetti, quando ho assunto le mie
funzioni nel novembre 2001, ho trovato una molteplicità di fascicoli modello 45,
ovvero quello per notizie non costituenti reato. Vi era una quantità innumerevole
di fascicoli (circa 150) che da me sono stati visionati e riuniti. Quindi, si è proceduto all'iscrizione del primo fascicolo inerente
a Difesa Grande, dove vi è questa discarica di prima categoria che è in
funzione da una decina d'anni. Infatti, già precedentemente,
negli anni passati, vi erano alcuni fascicoli penali, in particolare un
fascicolo che adesso è al dibattimento per illeciti, però, di tipo urbanistico
e non in materia di rifiuti. Invece, il profilo che ho iniziato a trattare (con
un'indagine che ormai dura da due anni, con un'innumerevole quantità di
consulenze tecniche delle quali alcune sono state già depositate e altre non
ancora), si è poi sviluppato sotto aspetti di tipo diverso, più propriamente
ambientali.
La notizia di reato iniziale, per cui ho poi riunito i fascicoli e ho provveduto
all'iscrizione, era comunque un abuso di tipo edilizio. Infatti, la denuncia
iniziale era quella della costruzione di un terzo invaso in questa discarica
che, invece, già nel 2001 doveva essere una discarica in fase di chiusura, cioè in fase finale. Viceversa, ho verificato l'esistenza di
questo illecito edilizio e della costruzione di un
terzo invaso. Devo dire che, anche alla luce dell'esistenza di un vincolo
archeologico che interessava l'area, questo terzo invaso
non poteva essere assolutamente costruito. Verificato o meno
se ci fosse stato questo terzo invaso, sono poi sorti problemi ambientali perché,
in una situazione di emergenza che penso voi tutti conosciate molto meglio di
me, è stato disposto con varie ordinanze il deposito di una innumerevole
quantità di rifiuti (da ultimo, balle di CDR) in questa discarica che,
effettivamente, è una discarica che invece è in fase finale e quindi deve
essere solo messa in sicurezza e bonificata.
PRESIDENTE. Dottoressa, rispetto
al presunto inquinamento a valle di un fiume, lei ha attivato iniziative? E,
magari, le risultano avviate iniziative anche sulla
legittimità del procedimento amministrativo sull'attivazione della discarica (quando
nasce) e anche sulla correttezza della gestione?
DANIELA TOGNON, Sostituto
procuratore della Repubblica presso il tribunale di Ariano
Irpino. Della fase iniziale di apertura della
discarica, il profilo è stato esaminato già nel primo procedimento di cui ho
parlato e, allo stato, potrei dire che in fase iniziale non vi erano grandi
problemi o profili amministrativi problematici. Erano più i profili urbanistici
che davano problemi. Viceversa, il problema più grave per questa discarica è sicuramente
il profilo ambientale. Poi, sulla legittimità delle ordinanze che sono state
adottate in un determinato momento, faccio presente che è una fase un po'
delicata dell'indagine. Non so se questi atti sono segretati oppure no.
PRESIDENTE. Quando
lei lo ritiene, possiamo riunirci in seduta segreta.
DANIELA TOGNON, Sostituto
procuratore della Repubblica presso il tribunale di Ariano
Irpino. Diciamo che, dal punto di vista amministrativo, non vi erano grandi
problemi. Solo su alcune ordinanze si è appuntato l'esame della procura, ma
sono ancora al vaglio. Non sono state adottate decisioni in merito a
determinate ordinanze. Viceversa, il profilo ambientale è quello di interesse maggiore, e sicuramente lo è l'inquinamento
delle falde acquifere a valle e, in particolare, del fiume Lavello e dei terreni
circostanti, che sono terreni agricoli, coltivati. Mi sono recata in alcune
discariche e, proprio al limitare della discarica, ci sono questi terreni
coltivati. Quindi, il problema è effettivamente
cospicuo.
Sono state disposte due
consulenze tecniche. Una prima consulenza richiedeva una verifica a quaranta
giorni. L'abbiamo compiuta, e i quaranta giorni per il secondo controllo sono
in scadenza. Questa è stata la prima consulenza
originaria per verificare lo stato delle falde acquifere e del terreno circostante.
Poi, negli ultimi giorni, è stata disposta una seconda consulenza perché, come
ho detto, la discarica va messa in sicurezza, mentre allo stato non è stata
messa in sicurezza né dai gestori della discarica né da altri organi preposti a
ciò. Quindi, per le cospicue acque di dilavamento che si sono prodotte in
questo periodo nella località di Ariano Irpino, si è prodotto
il ruscellamento di queste acque di percolato (in discarica sussistono alcuni
problemi di gestione). La notizia di reato che mi è pervenuta riguardava il fatto che queste acque di dilavamento venivano
immesse direttamente nel fiume Lavello. Quindi, ovviamente, ho fatto eseguire
dei prelievi sia dalla ASL che dal mio consulente. Questi
prelievi sono ancora all'esame del consulente e le analisi non sono ancora
pervenute. Ovviamente, se fosse accertato questo tipo di reato, che non è stato
ancora accertato, si tratterebbe di un reato molto più
grave rispetto ad una semplice irregolarità di gestione di cui all'articolo 51,
comma 4, per violazione delle prescrizioni. Sarebbe un'ipotesi di reato punita
ancor più gravemente, però siamo ancora in fase di indagini.
Allo stato questo non è stato verificato.
Mi pare che mi fosse
stata posta un'altra domanda.
PRESIDENTE. L'altra domanda
verteva sulle autorizzazioni in fase iniziale per la discarica.
DANIELA TOGNON, Sostituto
procuratore della Repubblica presso il tribunale di Ariano
Irpino. Allo stato attuale, in fase iniziale, vi sono i problemi per cui già si è al dibattimento (in questo processo mi sono
inserita in una fase successiva).
PRESIDENTE. Lei ha individuato
un'eventuale distonia tra i vari soggetti che hanno
compiuto le analisi? Inoltre, quali sono i soggetti che hanno effettuato le analisi? Dottoressa, non le voglio rubare il
mestiere. In Campania, questa vicenda delle analisi «ballerine» è stata
registrata già in riferimento ad altre vicende. Quindi, crediamo sia utile capire, anche al fine di
comprendere il funzionamento degli organi deputati a questo. In modo
particolare, mi riferisco all'Arpa della Campania e alle ASL. Insomma, crediamo
sia utile capire l'operatività effettiva.
DANIELA TOGNON, Sostituto
procuratore della Repubblica presso il tribunale di Ariano
Irpino. Quello che posso dire, al di fuori del segreto istruttorio, è che,
sicuramente per una certa fase, per una lunga fase, le analisi sulla discarica
di Difesa Grande erano più limpide di quelle dell'acqua naturale che beviamo!!!!!!!!!!!!!!!!!!. Da un certo punto in poi, invece, queste
analisi si attestarono su parametri di inquinamento
abbastanza rilevanti. Quindi, c'è stata una svolta
abbastanza netta da un certo momento in poi.
PRESIDENTE. Dottoressa, questo ha
coinciso con le analisi compiute da altro ente?
DANIELA TOGNON, Sostituto
procuratore della Repubblica presso il tribunale di Ariano
Irpino. In materia di ambiente e in materia di
rifiuti, gli enti che si occupano di analisi nel territorio di Avellino hanno
anche carenze di dotazioni e di organico. Perciò,
anche per un maggiore tecnicismo, la procura ha preferito avvalersi molto dei
consulenti tecnici in aggiunta alla struttura tradizionale che è l'ASL,
ovviamente attraverso l'Arpac.
Rispetto alla sua domanda le rispondo: più o meno, sì, quando c'è stato un notevole
interesse. Però, non so, non posso dire. Comunque, da un certo punto in poi, c'è stata questa netta
inversione di tendenza rispetto alle analisi iniziali (naturalmente, quando
parlo di analisi iniziali parlo delle analisi da due anni a questa parte, cioè da
quando ho preso in carico l'indagine).
Per un lungo periodo, tutto è andato
sempre bene; poi, negli ultimi tempi, la situazione comunque
si è aggravata e queste analisi sono cambiate. E comunque
c'è sempre un contrasto.
Ogni giorno arriva sul mio tavolo
una quantità innumerevole di carte riguardanti Difesa Grande. Da ultimo, c'era
un problema di classificazione del percolato, secondo il codice Cer, come
rifiuto speciale pericoloso o come rifiuto speciale non pericoloso. E io ho
davanti i due fogli di due Arpac di regioni diverse che mi dicono l'uno
l'esatto contrario dell'altro. Dovrò verificare.
PRESIDENTE. Una delle due regioni
è la Campania?
DANIELA TOGNON, Sostituto
procuratore della Repubblica presso il tribunale di Ariano
Irpino. Sì, una delle due regioni è la Campania e l'altra è un'altra regione
che mi è stata trasmessa di iniziativa, perché non
avevo fatto io la richiesta di questa analisi e di questo prelievo.
PRESIDENTE. La Lombardia?
DANIELA TOGNON, Sostituto
procuratore della Repubblica presso il tribunale di Ariano
Irpino. No.
PRESIDENTE. Abbiamo già registrato
questa cosa sulle ecoballe.
Prego, senatore Sodano. Mi pare che lei abbia già fatto attività di indagine e di sindacato ispettivo.
TOMMASO SODANO. Non so se ha già risposto
ad alcune domande. Chiedo scusa per il ritardo.
Insisterei su questo
aspetto: c'è una serie di interrogazioni, di esposti alla procura di
Ariano che riguardano la relazione fatta all'ASL Avellino 1 nel gennaio 2001 e
poi nel 2002, in cui si chiedeva al comune di Ariano di intervenire, ai sensi
del decreto legislativo del 5 febbraio 1997, n. 22.
Davanti alle inadempienze del
comune c'è stato questo esposto alla procura e, dalle notizie in mio possesso,
sembra che la procura non abbia agito, all'epoca dei fatti (2001 e 2002), tant'è
che l'ASL Avellino 1 avrebbe chiesto l'intervento
sostitutivo della provincia di Avellino per la messa in sicurezza e per il
ripristino ambientale della discarica, anche perché, oltre alle questioni che
riguardano il percolato e quindi l'inquinamento dei suoli, ci sarebbe (e questo
è uno degli altri motivi che abbiamo ascoltato anche in altre audizioni) l'inquinamento
del torrente Cervaro...
DANIELA TOGNON, Sostituto
procuratore della Repubblica presso il tribunale di Ariano
Irpino. Sì, Lavello e Cervaro.
TOMMASO SODANO. ...Ciò risulterebbe sempre da questa relazione dell'ASL e sarebbe
in parte contraddetto dalla relazione Arpac, o meglio, l'Arpac dice due cose
diverse in due momenti diversi, a distanza di pochi giorni. Quindi,
vorrei capire, su questo filone, se in questi ultimi due anni - dopo queste
inadempienze degli anni 2001 e 2002 - c'è stata una ripresa da parte della
procura per la parte di sua competenza.
DANIELA TOGNON, Sostituto
procuratore della Repubblica presso il tribunale di Ariano
Irpino. Non credo di aver bene afferrato, in ogni caso i contrasti ci sono,
come ho detto, all'interno della stessa Arpac, tra Arpac di regioni diverse,
per non parlare dei contrasti esistenti tra ASL e Arpac, nel senso che anche lì
vi è una situazione complessa. La stessa ASL si contraddice: un momento dice
una cosa e il momento dopo ne dice una immediatamente contrastante. Quindi, ci sono problemi sul territorio per i quali, come ho
già detto, non è necessariamente ravvisabile il dolo. È un aspetto che valuterò
quando si chiuderà questo procedimento. Comunque, tali
problemi potrebbero essere determinati anche da una disfunzione di organico e
di tecniche.
Per quanto riguarda il mancato
intervento della procura, non capisco a che cosa il senatore si riferisca. Infatti, il potere di messa in sicurezza spetta
al sindaco, quindi, nel caso in cui vi sia una inadempienza
del sindaco, sono altri gli organi deputati a sostituirlo, non certo la procura.
Cioè, io non posso fare la messa in sicurezza della
discarica. Le dico questo perché è ciò che mi viene
normalmente richiesto dai manifestanti, che ogni giorno sono nel mio ufficio,
anche loro, unitamente alle carte (cioè, loro spingono perché io faccia la
messa in sicurezza). Ho cercato di spiegare loro in vario modo che nella
procura di Ariano Irpino c'è il procuratore e poi ci
sono io che mi occupo di questo fascicolo, che è un fascicolo molto voluminoso,
unitamente agli altri millecinquecento. Non ho le competenze tecniche né la
possibilità, come organo investigativo, di procedere ad una messa in sicurezza.
I sequestri che ho disposto sono
stati due: uno è stato annullato dal tribunale del riesame di
Avellino e poi la procura ha presentato ricorso in Cassazione avverso
quel provvedimento (era un sequestro di tipo probatorio), l'altro è dei giorni
scorsi (anch'esso sequestro di tipo probatorio).
TOMMASO SODANO. La mia domanda
era se vi fosse un provvedimento nei confronti di organi
inadempienti, il comune o altro.
DANIELA TOGNON, Sostituto
procuratore della Repubblica presso il tribunale di Ariano
Irpino. Questo profilo è sicuramente all'attenzione della procura. Provvedimenti
in questo senso non sono stati adottati, perché il procedimento non è chiuso, cioè non ho ritenuto opportuno chiudere il procedimento e
fare uno stralcio per alcuna posizione, perché è un
procedimento
in fase di indagine che va valutato nel suo complesso.
PRESIDENTE. Prego, collega Savo.
BENITO SAVO. Gentile dottoressa,
la ringrazio del suo intervento. Ha fatto delle affermazioni molto importanti
su cui si potrebbe fare qualche approfondimento. In una discarica gestita
normalmente, il percolato, nonostante le alluvioni, non dovrebbe debordare. Ha
detto che nella stessa sede erano presenti delle balle di CDR.
DANIELA TOGNON, Sostituto
procuratore della Repubblica presso il tribunale di Ariano
Irpino. Sì.
BENITO SAVO. Ad Ariano Irpino non
esistono i termocombustori che dopo questa prima lavorazione utilizzano questo
prodotto. A suo parere, lei si sente affiancata in un modo necessario,
sufficiente, come organo inquirente, da parte delle ASL del luogo, oppure da
altri organi tecnici, nei suoi accertamenti?
Infatti, se dice che talvolta
l'acqua prelevata è più limpida di quella potabile, e altre volte dice che esistono altri risultati completamente opposti,
qualcosa a disposizione della magistratura inquirente non deve funzionare. Che ne pensa?
DANIELA TOGNON, Sostituto
procuratore della Repubblica presso il tribunale di Ariano
Irpino. La prima questione riguarda il CDR. Il CDR è stato depositato nella
discarica di Difesa Grande ed è stato l'oggetto del mio primo sequestro (era un
CDR che proveniva dalla Fib di Napoli). Infatti, veniva
realizzato a Napoli, poi depositato nei siti di stoccaggio e riversato in
questa discarica, come balle di CDR.
Ho avuto la notizia di reato per cui queste balle erano riversate come rifiuti tal quali,
insomma è stato un profilo di indagine che ho dovuto approfondire. Allo stato,
quelle balle di CDR, nel rispetto dell'ordinanza commissariale, sono state
riversate nella discarica di Difesa Grande. L'esistenza dei termovalorizzatori è
problema che riguarda Napoli. Allo stato, non sono stati ancora realizzati
nemmeno a Napoli, figuriamoci ad Ariano Irpino! Non ci pensano proprio.
Per quanto riguarda gli organi di ausilio, ho detto già che mi sono avvalsa di consulenti
perché effettivamente la procura di Ariano è una procura molto piccola che si
trova a gestire un'indagine molto complessa. Non so se avete avuto modo di
verificare come sia stata gestita la situazione a Napoli: c'è un pool di
magistrati che dispone di forze dell'ordine e organi
tecnici di struttura completamente diversa rispetto a quella di cui posso
usufruire io. È tutto molto più complesso, perché - l'ho già precisato prima - queste
indagini non erano contrastanti nello stesso momento, cioè
sono state in un certo modo fino a un certo punto, e poi c'è stata
un'inversione di tendenza. La procura dovrà verificare se queste inadempienze sono state determinate dalla insufficienza dei mezzi e degli
uomini. Del resto, non c'è una specializzazione nel
campo dei rifiuti, come a Napoli, dove c'è l'Arpac che si occupa specificamente
di rifiuti. Con riferimento alla ASL, so, perché ho
visto come sono stati fatti i prelievi, che le strutture sono assolutamente non
adeguate. Se, poi, in questo ci sia un profilo di
responsabilità di tipo penale, è mio compito accertarlo. Verrà
fatto una stralcio e verrà accertato. Questo è un problema.
Ho rivolto sollecitazioni a
Napoli, anche tramite il procuratore, in riferimento a
questo problema. Infatti, mentre conducevo la mia
indagine ad Ariano, mi sono messa in collegamento, anche attraverso degli
incontri di studio, informalmente, con altre procure, come quella di Santa
Maria, o quella di Napoli. Conosco i colleghi che stanno conducendo le
indagini, e ci siamo incontrati varie volte. Mi sono resa conto (e anche loro
si sono resi conto) che, in riferimento alle strutture
che io avevo, ai mezzi che io avevo, anche alla mia forza lavoro (sono sola e
seguo un'indagine che è molto pesante da gestire da sola), vi era una
sperequazione di forze.
Però è inutile
lamentarsi perché non credo che nessuno mi metterà mai a disposizione le forze
di cui avrei bisogno.
PRESIDENTE. Dottoressa, ha
disposto analisi - questo è un profilo che ci interessa
- sul CDR, sulla qualità del CDR, e ci può illustrare i risultati di tali
analisi? E, poi, nelle varie analisi è risultata la
presenza di cromo, metalli pesanti e altro che in qualche modo facciano
ipotizzare che lì non si tratti solo di RSU, ma sia accaduto dell'altro?
DANIELA TOGNON, Sostituto
procuratore della Repubblica presso il tribunale di Ariano
Irpino. Sono due aspetti diversi. Sulla prima domanda, ho fatto compiere
analisi sul CDR, quando ho disposto quel sequestro probatorio, e ho avuto anche
la consulenza. Però, sui risultati di queste indagini è stata depositata la
consulenza con conclusioni un po' delicate e quindi, magari, preferirei
parlarne successivamente.
PRESIDENTE. Successivamente,
ci farà pervenire copia della perizia tecnica?
DANIELA TOGNON, Sostituto
procuratore della Repubblica presso il tribunale di Ariano
Irpino. Certo.
PRESIDENTE. Chi ha eseguito la
perizia?
DANIELA TOGNON, Sostituto
procuratore della Repubblica presso il tribunale di Ariano
Irpino. I miei consulenti. Sono due consulenti di Roma. Devo dire i nomi?
PRESIDENTE. No.
Quale struttura di laboratorio le
ha sviluppate?
DANIELA TOGNON, Sostituto
procuratore della Repubblica presso il tribunale di Ariano
Irpino. Si avvalgono di un laboratorio di Roma, privato.
PRESIDENTE. Non appena è nelle
condizioni di mandarci i risultati di questi esami, potrebbe fornirli alla
Commissione? Infatti, ci interessa moltissimo averli.
DANIELA TOGNON, Sostituto
procuratore della Repubblica presso il tribunale di Ariano
Irpino. Sì.
TOMMASO SODANO. Ci interessa anche la metodica utilizzata e la comparazione
con altre analisi.
DANIELA TOGNON, Sostituto
procuratore della Repubblica presso il tribunale di Ariano
Irpino. Va bene, non c'è problema per questo.
La presenza dei rifiuti sversati
in discarica, poi, è un altro aspetto molto importante che è complicato
accertare, trattandosi di una discarica stratificata. Come vi ho detto, è una
discarica che è in funzione da dieci anni, che io seguo da due anni, e quindi è
stato molto complesso fare questa attività di analisi
dei rifiuti contenuti al suo interno. Questa indagine è stata compiuta anche
perché erano pervenute altre notizie allarmanti come
la dispersione di rifiuti come i fanghi provenienti dal Codiso di Solofra. Quest'aspetto
è stato oggetto di attenzione, ma la relativa
consulenza non mi è stata ancora depositata.
PRESIDENTE. Amianto?
DANIELA TOGNON, Sostituto
procuratore della Repubblica presso il tribunale di Ariano
Irpino. Per fortuna, ancora non ne abbiamo avuto
notizia. No, non mi risulta l'amianto.
PRESIDENTE. Prego, senatore
Michelini.
RENZO MICHELINI. Vorrei sapere se
su questa vicenda sono state fatte delle ipotesi di reato, se conseguentemente
sono stati emessi degli avvisi e, in dipendenza di questo, per quale tipo di
reato.
DANIELA TOGNON, Sostituto
procuratore della Repubblica presso il tribunale di Ariano
Irpino. No, allo stato, risultano
iscritte
ipotesi di reato; però, ancora non sono stati fatti avvisi di garanzia. Come
dicevo prima, preferivo avere una visione complessiva della situazione e poi
procedere unitariamente senza procedere a stralci nell'ambito del fascicolo,
fermo restando che spero - non lo voglio dire perché ormai
non ci credo più neanche io perché purtroppo gli eventi si susseguono, e mentre
io ho risolto un aspetto, c'è un nuovo evento - comunque in maniera
ottimistica, di concludere almeno la parte centrale di questo fascicolo, che è quella
che riguarda l'ambiente, prima dell'estate. In quella occasione,
su alcuni aspetti, come per esempio su quello relativo alle eventuali
responsabilità, se ce ne sono, di organi amministrativi deputati alle analisi o
nell'emanazione delle varie ordinanze, verrà fatto uno stralcio; però, almeno
il blocco centrale del procedimento vorrei concluderlo in prossimità dell'estate.
PRESIDENTE. Prego, onorevole Sodano.
TOMMASO SODANO. Mi scusi,
dottoressa, se insisto sulla vicenda dei fanghi provenienti dal Codiso di
Solofra. Ciò sarebbe avvenuto, anzi è accertato, tra il 1997 e il 1998.
DANIELA TOGNON, Sostituto
procuratore della Repubblica presso il tribunale di Ariano
Irpino. Questo è il problema.
TOMMASO SODANO. Se non sono errati i dati che sono in mio possesso, sono
state scaricate 30 mila tonnellate di fanghi di Solofra che, come diceva il
presidente, sono ricchi di metalli pesanti dato il tipo di lavorazioni da cui
derivano.
Parliamo di un'epoca di 7 o 8
anni fa e poi vi è stata una montagna di rifiuti che è
stata scaricata sopra. Quindi bisognerebbe fare un carotaggio con mezzi molto sofisticati.
DANIELA TOGNON, Sostituto
procuratore della Repubblica presso il tribunale di Ariano
Irpino. Esatto. Comunque questo è stato disposto.
TOMMASO SODANO. La cosa curiosa è
che la ASL all'epoca diceva che quel tipo di rifiuti
non poteva essere smaltito a Difesa Grande. Come si fa a non intervenire su un
reato che è certo del 1997 e del 1998? Quindi non siamo davanti ad una ipotesi di reato, ma siamo davanti a un reato perché si
smaltiva in una discarica un rifiuto altamente tossico e nocivo.
PRESIDENTE. Secondo la
classificazione di allora era tossico-nocivo.
TOMMASO SODANO. Dunque, occorre
capire se non sia il caso di cominciare a individuare
delle responsabilità oggettive e soggettive.
DANIELA TOGNON, Sostituto
procuratore della Repubblica presso il tribunale di Ariano
Irpino. Questo l'ho già detto in fase iniziale. Quando
sono entrata nelle funzioni nel dicembre 2001, ho trovato un fascicolo a
dibattimento del 1998 per reati di tipo edilizio e, comunque,
per reati inerenti alla fase iniziale di autorizzazione della discarica. Poi ho
trovato una grande quantità di fascicoli modello 45,
circa 150. Quindi, non posso dire, non so. Mi dispiace.
TOMMASO SODANO. Mi dispiace
insistere...
PRESIDENTE. Mi scusi, senatore,
intervengo solo per dire che lei mi insegna come le
sollecitazioni su questo fronte non sono caratteristica del Parlamento. Piuttosto, occorre comprendere le ragioni, come ho compreso,
offrendole ovviamente alla valutazione di tutta la Commissione, della necessità
di una valutazione unitaria. È questa la sua idea?
DANIELA TOGNON, Sostituto
procuratore della Repubblica presso il tribunale di Ariano
Irpino. Sì. In merito alla sollecitazione del senatore Sodano - che ho capito
benissimo - non ricordo in quale di questi fascicoli (perché ho letto tutti i 150
fascicoli) vi fosse questa notizia dei fanghi di
Solofra, che poi è confluita nell'indagine
principale,
però vi sono degli appunti che lei conosce - se mio marito lo sapesse, sarebbe
geloso del professor Maraia che mi scrive tutti i giorni a penna - ...
TOMMASO SODANO. Scrive anche a me...
DANIELA TOGNON, Sostituto
procuratore della Repubblica presso il tribunale di Ariano
Irpino. Però io non so in che data questa notizia sia
pervenuta e non ricordo delle analisi delle ASL. Ricordo solo - ora vado
a memoria perché, tra parentesi, non ho potuto neanche portare il fascicolo - questa
segnalazione a penna di Maraia di questi fanghi e ricordo anche che c'è un
fascicolo ad Avellino su questa questione dei fanghi di Solofra, che è stato
definito, ma non mi sembra che ci fossero delle
analisi dell'ASL sui fanghi di Solofra, però mi posso sbagliare.
PRESIDENTE. Il senatore Sodano non riferisce di analisi, ma di una valutazione
dell'ASL che diceva che a Difesa Grande non potevano essere smaltiti questi
fanghi.
DANIELA TOGNON, Sostituto
procuratore della Repubblica presso il tribunale di Ariano
Irpino. Certo, non potevano essere smaltiti (Commenti del senatore Sodano).
PRESIDENTE. Bene. Non ricordo la
risposta sui metalli pesanti.
DANIELA TOGNON, Sostituto
procuratore della Repubblica presso il tribunale di Ariano
Irpino. Fa parte di questa stessa consulenza sui fanghi.
PRESIDENTE. Dunque siamo in attesa. E i tempi quali saranno?
Che ne pensa? Prima dell'estate?
DANIELA TOGNON, Sostituto
procuratore della Repubblica presso il tribunale di Ariano
Irpino. Lo spero.
PRESIDENTE. Abbiamo anche noi
piacere, come il professor Maraia, di tenerci in collegamento. Prego, onorevole
Savo.
BENITO SAVO. Dottoressa, tornando
un po' sul tema precedente, concludendo le risposte
nei miei confronti, quando le chiedevo della disponibilità, dei mezzi adeguati
e sufficienti per espletare il suo mandato, ha fatto un'affermazione quasi di
sfiducia circa la possibilità che si verifichi un fatto reale: che anche nel
Sud ci possano essere apparecchiature, mezzi e uomini qualificati per le
necessità ai fini anche di giustizia, ma di giustizia al servizio della salute.
Quale suggerimento può dare a
noi, e presso quali organi competenti è il caso di ricorrere, da parte nostra,
affinché possano dotare anche la vostra procura dei mezzi necessari,
sufficienti ed efficaci anche a salvaguardare la salute?
DANIELA TOGNON, Sostituto
procuratore della Repubblica presso il tribunale di Ariano
Irpino. Quello di cui avrei avuto bisogno, e che mi è mancato molto, è stata
una squadra. Ho dovuto gestire io le fila di queste situazioni complesse
dell'Arpac, dell'ASL, del Noe. Anche con il Noe ho
avuto problemi, perché il Noe che ha seguito l'indagine in una prima fase è stato
quello di Napoli. Ad un certo punto dell'indagine, la competenza dell'indagine è
cambiata ed è stata seguita dal Noe di Salerno, che non sapeva niente di un
fascicolo incardinato.
PRESIDENTE. Infatti,
è nato il Noe a Salerno, perché si è triplicata la presenza del Noe in
Campania, da Napoli a Salerno.
DANIELA TOGNON, Sostituto
procuratore della Repubblica presso il tribunale di Ariano
Irpino. Quando c'è un grande problema ambientale come
quello di Difesa Grande andrebbero create delle strutture interforze, cioè andrebbe
creata una piccola struttura, senza grande dispendio di uomini: uno dell'Arpac,
uno dell'ASL, uno del Noe che possano seguire ogni giorno la procura nella sua
azione. Invece, così non è stato.
PRESIDENTE. Prego, senatore Agoni.
SERGIO AGONI. Vorrei fare alla dottoressa tutti i miei auguri per il suo lavoro. Sicuramente,
queste cose non succedono a caso, purtroppo. Volevo chiederle: sulla scorta
delle dichiarazioni che lei ha fatto, di chi ci si può fidare per le analisi di
cui ha bisogno? Se ne ha bisogno, in Lombardia ci sono
ottimi laboratori.
DANIELA TOGNON, Sostituto
procuratore della Repubblica presso il tribunale di Ariano
Irpino. Non posso dire l'autore (se uno fa questo lavoro, le intimidazioni non
sortiscono molto effetto), ma quando mi sono avvalsa di un'altra Arpa per una
questione specifica, perché c'era bisogno di un maggiore approfondimento e io
sapevo con certezza che quell'Arpa non aveva quella strumentazione che a me
serviva, mi è stato detto che non dovevo permettermi di avvalermi di un'altra
Azienda, perché dovevo rispettare le regioni. Quindi, figuriamoci se fossi andata in Lombardia! Mi avrebbero «impiccata»!
PRESIDENTE. Vorrei però rassicurare
il senatore Agoni che un'importante procura della Campania si è avvalsa
dell'Arpa Lombardia.
SERGIO AGONI. Lo so, l'ho letto.
PRESIDENTE. Ed
ha avuto risultati opposti a quelli dell'Arpa Campania, rispetto alla
valutazione del CDR, tant'è che la Commissione ha assunto l'impegno di fare una
valutazione terza che ci consenta di capire.
SERGIO AGONI. Ben vengano queste
valutazioni terze e quarte!
PRESIDENTE. Certo. Prego,
senatore Michelini.
RENZO MICHELINI. Proprio per
tranquillizzare, prendiamo atto che normalmente gli analisti non trovano ciò che
c'è dentro una sostanza o in una materia, ma solo e soltanto quello che vanno a ricercare.
PRESIDENTE. Sì,
nel senso che talvolta non è un falso, ma un'omissione.
RENZO MICHELINI. È lo stesso, ad
esempio, che lei dica che un'analisi dice che certe
sostanze sono pericolose o no. È tutto un problema di concentrazione. Allora,
naturalmente, dipende tutto dal sistema di misurazione. Non è evidentemente una
questione che riguarda la natura o la sostanza.
PRESIDENTE. Ringrazio la
dottoressa Tognon per la sua squisita disponibilità a partecipare ai lavori
della Commissione e per essere stata così cortese con noi, anche rispetto alle
tante sollecitazioni che ci siamo permessi di offrire.
Questa affrontata oggi è una di
quelle vicende su cui ritorneremo. Ovviamente, mi permetto, con il garbo che si
deve a chi lavora al fronte su questa materia, di chiederle di fornire alla
nostra Commissione, secondo le sue responsabilità e qualora lo ritenga
opportuno, tutto il materiale che dovesse ritenere possa essere utile per delineare un quadro di insieme. Come avrà compreso, a noi
non interessa il responsabile: questo è tema tutto suo.
A noi interessa capire come abbiano funzionato i
sistemi, se ci siano balletti di responsabilità, che cosa non abbia funzionato
e, infine, come costruire - questo è il nostro compito, alla luce di ciò che
comprendiamo - un modello che, viceversa, possa funzionare.
La ringraziamo, anche per il
lavoro che ha svolto in condizioni particolarmente difficili e che - mi
consenta la battuta - mi risulta che nelle prossime
settimane saranno ancora più difficili, perché è ancora più sola.
DANIELA TOGNON, Sostituto
procuratore della Repubblica presso il tribunale di Ariano
Irpino. Esattamente.
PRESIDENTE. Buon lavoro.