La Chiesa

Madonna delle Grazie

Di Michele Savignano

 

Indice:

La storia della Chiesa

Il terremoto del 1981

La festa del 2 luglio

IL PRIORE E LE CONGREGHE

 

 

 

 

 

 

 

   

 

La Storia della Chiesa

 

 

BEATAE MRIAE VIRGINI ET DIVO FRANCISCO XAVERIO DICATUM  A.D. MCMXI

(Dedicato alla Beata Maria Vergine e a S.Francesco Saverio nell’A.D. 1911)

 

 

La scritta troneggia sulla facciata  che, semplicemente appoggiata al complesso,   fu ampiemente restaurata  nel 1911 da Mast Giovanni Miano (Lu Putrustante)  e nell’occasione venne dedicato in comproprietà anche a S.Francesco Xaverio.

Soltanto al 1928  risale il campanile che prima era a vela con una sola campanella.

 

Questa Chiesa esisteva già  nel 1500 come Chiesa "extra moenia", cioè fuori le mura del paese.

Sorse fuori le mura all'epoca della decadenza di La Ferrara, infatti, nella visita pastorale del 1599 mentre per  S. Maria della Ferrara si ordina di fare un altare nelle parrocchiale di Savignano, si raccomanda di rifare il Calice della Chiesa della Madonna delle Grazie.

“Extra moenia” rimane fino a tutto il 1700, quando il Paese esce dal rettangolo Castello- Porta Grande e si estende per S. Janni, Calvario e Fontana Vecchia.

Le forme attuali risalgono al XVI secolo,  e, per una chiesetta di campagna di un paesetto di poche anime,  non sono trascurabili.

 

 

Purtroppo i nostri antenati, spesso, si son dovuto accollare le rampogne della curia Beneventana per la precaria manutenzione.   Così, oltre alla ramanzina  del 1599 per il rifacimento del Calice,  nel XVIII secolo si vedono dispensare dall’astenersi dal lavoro domenicale per una manutenzione straordinaria alle parti murarie.

 

L’interno, in barocco molto semplice, è impreziosito da alcuni affreschi al soffitto e di quattro altari laterali oltre all’altare centrale con il tempietto della Madonna.

Molto bella era la nicchia di S.Rocco proveniente dall’omonima chiesa.

 

Al di sopra dell’altare Maggiore, nel riquadro centrale sono rappresentati ancora (in buone condizioni), due angeli inneggianti, nel riquadro laterale destro è  raffigurata la visita della Madonna a S. Elisabetta e nel sinistro c’è l’Angelo annunciante a Maria.  

Al di sopra delle tre  raffigurazioni c’è la Colomba circondata da Angeli.

Al centro della volta c’è l’affresco di S.Vincenzo Ferreri con Angeli e un altro affresco con Angeli Inneggianti.

All’altare Maggiore c’era la Statua della Madonna delle Grazie che attualmente si trova alla destra dell’altare maggiore della Chiesa Madre. Una Raffigurazione  imponente e maestosa sicuramente antichissima di cui non si conoscono le date di costruzione.

Agli altri altari c’erano S.Rocco e S.Francesco che attualmente sono nella Chiesa Madre, e altre due  statue  S.Vincenzo e S.Luigi.

 

Alla destra dell’ingresso c’era un Crocifisso ligneo,  una tipica espressione di artigianato locale.

Ora è nella  Sacrestia del Purgatorio dal 1981.

Le fattezze e le pitture di questo Crocifisso non sono eccelse, si vedono nette i segni dell’ascia e croste della pittura e le orme delle tarme, ma l’espressione del Volto è di alto intaresse:

E’ un Cristo Morto  dal cui volto tranquillo e disteso sono spariti tutte le sofferenze del sacrificio.  La  posizione eretta del capo vuol dimostrare la fierezza di aver espletato fin in fondo il dovere che si  era proposto nella Sua venuta in terra.

 

E' stata, per tradizione, la Chiesa in cui i nostri contadini si recavano per assistere alla Messa Domenicale (verso le undici) dopo aver sbrigato le faccende della stalla.

Per andare a questa Messa si riempivano le nostre strade di campagna la Domenica Mattina.

Nella Chiesa c'era anche la Congrega di S.Francesco Saverio (estinta come le altre).

Di fronte, c’è il borgo delle Grazie  (antico casale attorno alla chiesa) e, a dimostrazione dell’antichità di questa Terra,  c'è una stele in pietra datato 1500.  Purtroppo la Croce  che la sovrastava è sparita.

 

La  devozione della Madonna delle Grazie, protettrice di Benevento, è in Savignano  l’ennesima testimonianza della dipendenza amministrativa e religiosa dei tre centri della Baronia di Greci; Savignano e Ferrara da Benevento.

La Chiesa era gestita da un Priore e due Assistenti

 

 

 

 

Il terremoto del 1981

 

 

Una uggiosa domenica mattina del 24 novembre 1981, in seguito alle sgradite notizie sul  secondo terremoto dell'Irpinia, mi precipitai a Savignano per constatare di persona gli avvenimenti.

Vi giunsi verso le undici, mentre si svuotava normalmente la Chiesa delle Grazie, dopo la Messa Domenicale.

 

Fortunatamente Savignano era tranquillo, il terremoto era stato appena sentito, e niente di eccezionale, tanto è vero che nessuno aveva avvertito la necessità di dormire all’addiaccio!

Dopo qualche giorno, quando dai paesi limitrofi arrivarono le notizie dell’immane disastro, divenne trave anche la pagliuzza di Savignano!

 

Le rughe di anzianità della Chiesa divennero crepe eclatanti e potenti ruspe si presentarono davanti alla Madonna, a S. Francesco e  all'ospite S. Rocco pretendendo il loro sfratto immediato per gravi pericoli per la loro salute!

 

E, prendendo esempio dai Santi, che spesso  si son dato da fare per graziare i poveri mortali,  uno sparuto gruppo di politici (di buona volontà ?) si mise a scudo di questa Casa perché fosse graziata. 

Si giunse ad un compromesso: I Santi dovevano sloggiare, la Chiesa poteva essere risparmiata ma doveva essere resa sicura.  Qualcuno (Mast Lurenz), salì sul tosto e giovane campanile  in cemento armato e mattoni. Il suo  martello rimbombava e ci volle tanta forza e buona volontà per  tosargli la punta,  mentre la rimanenza mutilata fu imbracata con putrelle in ferro…. e così è’ rimasto!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Potenti betoniere vomitarono tonnellate di cemento per inventare mastodontici barbacani  sul davanti a salvaguardia della facciata!

 

La Chiesa era così diventato  un pericolo pubblico, e dopo la spoliazione, fu consegnata all'Abbandono.

Nessuno pensò che con le spese di quel pandemonio si poteva consolidare definitivamente la facciata ed evitare di dare il campanile in pasto alle intemperie!

 

La Chiesa, secondo molti, doveva essere abbattuta per dar luogo ad una piazza….   o ad un parcheggio.... , perché Savignano ha bisogno di spazio....Deve recuperare quello spazio  di "Mmmiezz'a lu Chiano"  a cui solo qualche anno prima aveva   scelleratamente rinunciato.

 

 

Diventò un problema recuperare le statue di S.Rocco, S. Francesco e della Madonna per quel pericolo di crollo talmente imminente che, dopo venticinque anni di assoluto e reo abbandono, non è ancora avvenuto!

La porta della Sacrestia  può ancora ricevere ( è aperta) tutti e ognuno può osservare che  gli unici danni sono quelli della spoliazione del post terremoto. Gli affreschi sono ancora intatti e intatto è l’altare maggiore. Certo, il tetto rinfaccia  l’abbandono e comincia ad arrendersi alle piogge, ma

la Chiesa è ancora là, a dimostrare che non tutto  è ancora perduto e fa suo quel motto del vicino Antonio Miano:

 

A DISPETTO DELLE NUVOLE  IL SOLE MI RISPLENDE

 

Purtroppo, anche quelle brave persone che ne evitarono l'abbattimento si sono dileguate  e non hanno spinto per darle  la sistemazione definitiva: Evidentemente era solo una bravata politica!

 

La chiesa della Madonna delle Grazie di Savignano, come già detto,  è stata mantenuta decorosa dai nostri antenati con il lavoro festivo a seguito della dispensa ottenuta dal Vescovo, e noi inconsciamente e irriguardevolmente ne stiamo decretando "giorno dopo giorno" la fine, e la vediamo sgretolarsi lavandocene le mani in assoluta indifferenza, come il quasi corregionale  Ponzio Pilato (abbruzzese).

 

Questa Chiesa sorse fuori le mura all'epoca della decadenza di La Ferrara. Infatti, nella visita pastorale del 1599 mentre per la S. Maria della Ferrara si stabiliva di fare un altare nelle parrocchiale di Savignano, si raccomanda di rifare il Calice della Chiesa della Madonna delle Grazie.

Si' mi piacerebbe  acccarezzare l'idea che  questa ICONE potesse essere il dono della Ferrara morente all'amico Paese di Savignano e che i Savignanesi riconoscenti, Le abbiano offerto ospitalità nella  chiesetta fuori le mura (extra moenia), sulla strada per La Ferrara, non curanti del diktat vescovile.

 

Non credo possibile che l'altare di S. Maria possa essere finito altrove (Ad Cauponam- sulla Via Regia  alla stazione?), se l'Arciprete di Savignano ci teneva tanto a  fregiarsi del titolo di:

 

"ABATE DI S. MARIA DELLA FERRARA!"

 

 

 

 

 

La festa del 2 luglio

 

 

Mi chiedo perché in Savignano, la festa della Madonna delle Grazie è, per tradizione, a spese del Comune che già nel 1741 rileva di aver speso 38 ducati, 17 carlini e 1/2 grana per tale festa.

La spesa comprendeva addobbo in Chiesa, Messa Cantata, palio e fuochi d'artificio.

 

E' diceria antica che il bosco sia una dote della Madonna delle Grazie di Savignano e il Comune lo debba gestire e in compenso accollarsi le spese della Festa

Era più rinomata di S.Anna. per Bande musicali, giostre e fuochi artificiali che attiravano molta gente  dai paesi vicini.

 

La fiera di bestiame (bella una foto dell’inizio ‘900) si teneva tra il piano e la serra, gareggiava con Benevento ed era , in ordine di tempo, la prima e la più importante della zona.

 

Adesso questa fiera  è sparita ed è diventato un misero mercato come quello di tutti i giovedì.

 

La processione si faceva verso mezzogiorno per dare la possibilità di assistervi anche ai forestieri che venivano per la fiera e per i paesani che di sera potevano essere impegnati per lavori nelle stalle e nei campi.

 

Al passaggio della processione tutte le finestre e balconi delle case erano addobbati con le più belle coperte e copriletti e spesso c'erano dei tavoli come altarini per la fermata della processione.

 

Serviva per preghiere speciali, attaccare offerte e dar modo di far  "abbintà"(riposare) le portatrici della statua. Attualmente la processione si fa di sera, con aria più fresca e migliore respiro.

 

Le campane che prima suonavano a festa sono tutte mute...tacciono ma non si capisce se per evitare inquinamento acustico, per incuria o distrazione, ma fortunatamente, si sente ancora la antica cantilena:

 

"Madonna delle Grazie,

fonte di grazie, ti vengo a cercar grazie,

o Madonna facci grazie.

Grazie, o Maria,

tu hai visto il Padre Eterno

sei Madre di Dio,

facci grazie, Maria".

 

 

 

 

La festa si celebra ancora,  a spese del Comune, ma non si capisce con quale spirito, visto l’abbandono e il disprezzo verso la casa della Festeggiata,

Purtroppo nessuno vuol ricordare il detto di chi   “hav jettat lu sangh”  per il decoro di questa casa; “S’ADDA RISP’TTA’ LU CAN P’ LU PATRON”

 

 

 

 

 

IL PRIORE E LE CONGREGHE

 

 

 

Nella Chiesa Matrice avevano sede le congreghe del Santissimo e della Madonna del Rosario.

Nella  chiesa del Purgatorio c’era  la congrega del Purgatorio e nella Madonna delle Grazie  c’era la congrega di S.Francesco Saverio

 

Le Congreghe erano associazioni cattoliche a scopo di beneficicenza, che avevano dei fondi in terreni e in grano che prestavano senza interessi ai bisognosi.

Ognuna aveva una propria  Croce per le processioni., il Quattrpiede (base in legno con 4 appoggi) per il trasporto dei morti, e una divisa composta da un camice bianco e un martelletto colorato nero per il Purgatorio, rosso per il Santissimo, bianco per il Rosario e blu per S.Francesco.

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Sia le congreghe che la Chiese del Purgatorio e Delle Grazie erano gestite da un  triumvirato   composto dal  presidente chiamato PRIORE e da  due assistenti, eletti tra la popolazione ogni Capodanno.

Il Priore aveva  il compito di raccogliere fondi per la manutenzione della Chiesa, di gestire  le rendite tarriere (se c’erano), di pagare le spese (compreso il sacerdote per le Messe),di organizzare e gestire  feste e culto.

Assisteva alle funzioni religiose e manteneva il decoro e la pulizia della Chiesa.

Gestiva personalmente il suono delle campane che avveniva cinque  volte al giorno alla chiesa  Madre e tre volte alle altre, oltre le chiamate per le regolari Messe  e per funzioni extra come funerali e calamità, provvedevano alla celebrazione gratis del funerale per i  soci della Congrega.

Garantiva l'integrità dell'oro dei Santi  che normalmente affidavano al Prete.

Avevano oro: L'Immacolata, la Madonna del Carmine e S.Michele al Purgatorio e la Madonna delle Grazie oltre a S:Anna che,  nelle sue processioni, lo sfoggiava a forma di cuore.

 

 

 

 

  

 

 

 

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